< The Bad Twin >
Utente: SilentHell
Nome: Lilium.
Sono tutto e nulla.L'alfa e l'omega.Il sogno e L'incubo. Sono la carezza e la frusta. Amore e odio.Dolcezza e infinita perversione.Una mente atomica.Una mente che mangia con voracita' disumana.Mi cibo delle emozioni.Del dolore e dell amore.Non amo le vie di mezzo.Estremista sempre.Bianco e nero.Sono le mille facce della follia.Sono il male e il bene.L'angelo dal candido manto e il demone che sorride beffardo.Sono la mano gelida che al mattino ti sfiora la schiena e quella calda che alla sera ti sfiora il capo.†


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mpi

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TI.AMO.
SOLO TU.NEL.CUORE.
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Amorah MIA.
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Mia adorata Lili..
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My black light
Lika
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Dark Temple <3
Tu Ribelle.Tu Nero Angelo
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Lei la verdissima, l’irreparabile, la rinnegata, la madre infante. Del sofferto soffocato soffio, da piccola riversa trappola, di ventre con i fiocchi addosso all’ultimo, respiro e strappo. Ancora braccia per riportarmi al corpo, all’amore che s’allarga e di spazio mi riempie. Variopinta genuflessa carne, ciò che di te ricerco, è il limite massimo della vacuità dei sensi.
Isabella RivoltaLaCroce
Image Hosted by ImageShack.us * Oh, shed a tear for the loss of innocense, for the forsaken spirits who aches... in us. Cry for the heart who surrenders to pain, for the solitude of those left behind! Behold the pain and sorrow of the world, dream of a place away from this nightmare. Give us love and unity, under the heart of night. O Death, come near us, and give us life.. Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us

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< venerdì, 26 giugno 2009 >
Categoria:
Titolo: Overdose



Sto piangendo

sono ore e minuti

sessanta secondi di quiete

sessanta secondi di assenza.

Ti sfiorerò

sicura che è lì

tutta l'arte del mondo

non avrò più paura

nei vuoti tra le parole

nelle frasi nere,

nel bianco senza fine,

di quest' ultima pagina.

Appesa alla stessa croce di sempre

guarda i miei sogni morire

guarda i miei sogni marcire.

Profumo di ossa e di fiori secchi

in questa stanza asettica

lì dove mi sono rinchiusa

lontana da me

finalmente

lontana da me

adesso.

*
Guardami adesso

il cerbiatto sull'asfalto

i miei occhi grandi

biglie nere,

di un bambino annoiato.

Ho lasciato che mi vedessi

la cicatrice sul ventre

come di un parto

come una nascita bellissima

ed erano lì

tutte le parole

nascoste al buio

come me, in fondo.

Eri lì in alto

un rosone di luce,

contro le mie tenebre,

candela sempre accesa

danzando di musica sorda.

Il sangue che ho,

è quello che non ho versato

sono le parole che non ho scritto

i versi muti

che ho saputo tenere qui,

qui dentro.

Non bastano i requiem

nè santi campi di terra smossa

voglio la pioggia battente

i baci sul bicchiere

e mordermi forte.

*
Il limite del dolore

questa meravigliosa sinfonia sulla pelle

che non mi da tregua

le fitte ed il capogiro.

Vestita di lividi,

solo di quelli

verrò da te,

come una sposa senza velo,

inciampando su di me.

Potessi vedere i cerotti

a questo mio cuore malato

soffriresti

gettandomi a terra

tra polvere e schegge.

In una ragnatela di brina,

ho smesso di respirare.

Non più un suono,

tump tump

stringendoti a me,

per non farti scappare.

Dimmi che non hai paura

dimmi che non ne hai

contando i buchi nello stomaco

e poi

le farfalle morte sul mio collo.

Il loro volo nel cielo

quel blu che ferisce le iridi

una foto perfetta

i colori indelebili

il loro volo nel cielo

le ali leggere

coriandoli di passato,

cadere come pioggia.

*
Ero cosciente

ricordo così bene il dolore

la botta e il risveglio

un coma profondo e materno

tu a tenermi la mano

rossetto rosso e capelli di bambola

mi hai chiesto dov' ero.

Mi hai pensata folle

lo sguardo perso.

Non me ne sono mai andata

sono rimasta ferma

mentre tutto girava

girava fortissimo,

l'ennesima girandola di facce.

Un taglio trasversale

come mangiare la neve

non sentire più niente.

Nessun pensiero ,

non più

solo il silenzio, un mare di silenzio.

*
Odore di sangue che cola

magnifico

dipingerne sulla parete,

i demoniaci contorni

riscoprendomi.

Mordimi i palmi

più a fondo di quanto riesca a fare

e benedicimi,

nel peccato e nel miracolo.

Su questi fogli insozzati di sperma,

è te

che pregherò

con tutta me stessa

con l'arsenico sulla lingua

e filo spinato sulle caviglie.

Giocherò al martire

aspettando le pietre

una dopo l'altra come fossero abbracci

quel contatto di mani mancate

le carezze in scatole piccolissime,

balsamo per  scheletri senza più memoria.

Sono una perfetta attrice di me

il trucco perfetto, le labbra disegnate

in questo show di pupazzi.

Tra pizzi e fiocchi,

nastri e sete

ruberò al tempo

nicchie in penombra

un eden dove potermi rannicchiare,

e scomparire in prosa.

*
Una notte di Ottobre

tornerò in punta di piedi,

ti sussurrerò i miei incubi

e saprai.

Alla fine,

capirai la tragedia,

sorridendomi oltre il vetro,

quando sarò lontana, perduta.

Coi polsi aperti

come porte sull'infinito

vedrai la mia Follia,

la donna bellissima dagli arti metallici.

Seduta tra ombre e riflessi,

la madre dei miei deliri,

le mani mie congiunte

come gigli bianchi

nell' unica morte che conosco.

Lucciole e canti d'estate

sostituendo al requiem

vorrei mi vedessi,

scomparire all'alba

credendo,

anche per un battito di ciglia

che fosse mio

l'incanto

e mia,

infine,

la nenia.

Nei secoli dei secoli,

amen.


urlato alla luna da SilentHell .::. alle 14:06 .::. commenti (6)


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