< The Bad Twin >
Utente: SilentHell
Nome: Lilium.
Sono tutto e nulla.L'alfa e l'omega.Il sogno e L'incubo. Sono la carezza e la frusta. Amore e odio.Dolcezza e infinita perversione.Una mente atomica.Una mente che mangia con voracita' disumana.Mi cibo delle emozioni.Del dolore e dell amore.Non amo le vie di mezzo.Estremista sempre.Bianco e nero.Sono le mille facce della follia.Sono il male e il bene.L'angelo dal candido manto e il demone che sorride beffardo.Sono la mano gelida che al mattino ti sfiora la schiena e quella calda che alla sera ti sfiora il capo.†


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< Watching the Sky..>

mpi

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< Mie Vene >
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TI.AMO.
SOLO TU.NEL.CUORE.
Il mio tesoro prezioso
Il Ragno Rosso
Zietto Adorato
anima mia gemella.
Amorah MIA.
My Damned Queen
Cronos
linda's life.
Mia adorata Lili..
LeftynoLuv
My Crazy Twin
Mater Lacrimarum*O
My black light
Lika
Ma Petite..
Meravigliosa Sinfonia..
Dark Temple
My Manzo
Esteban..
GiginoGigetto
Mon Cher Marius
.Vlad.
BorderlineDay
Scimmiettina Adorata
Esmeralda*
Musa D'Avorio e Cenere
Dark Temple <3
Tu Ribelle.Tu Nero Angelo
Carne Da Mordere
Mon cher Cartafilo
Luna Di Carne
Lucifero
Queen Of Darkness
PiccinaPicciò<3
Spirit Soldier*
Prince Lestat
*Homecoming Queen*
Violinista D'anime
My sweet Zorba
.Amortentia.
La Bambola di Porcellana
.Puff!..
.Querina*
Sir Starn
.Dark Lymph.
.Golden Pearl
Blue World
Musique
..*Miao*.
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Lei la verdissima, l’irreparabile, la rinnegata, la madre infante. Del sofferto soffocato soffio, da piccola riversa trappola, di ventre con i fiocchi addosso all’ultimo, respiro e strappo. Ancora braccia per riportarmi al corpo, all’amore che s’allarga e di spazio mi riempie. Variopinta genuflessa carne, ciò che di te ricerco, è il limite massimo della vacuità dei sensi.
Isabella RivoltaLaCroce
Image Hosted by ImageShack.us * Oh, shed a tear for the loss of innocense, for the forsaken spirits who aches... in us. Cry for the heart who surrenders to pain, for the solitude of those left behind! Behold the pain and sorrow of the world, dream of a place away from this nightmare. Give us love and unity, under the heart of night. O Death, come near us, and give us life.. Image Hosted by ImageShack.us Image Hosted by ImageShack.us

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< venerdì, 26 dicembre 2008 >
Categoria:
Titolo: Me and You

 

Ti schiudi

asfodelo del mio dolore

carne macilenta

di questo corpo deforme.

Scoprivi le mie piaghe

e con colcezza

ricordavi

tutto il passato

tutto il paesaggio marino

visto insieme.

Quanto ancora c'era forza

e quiete

per poter camminare fianco a fianco.

Eri una macchia sul polso

un taglio netto

a palloncini in un cielo porpora

*

Carcasse di nebbia

tra le dita inchiostro

per scriverti ancora

tra distanze

che sembrano minuti da poco trascorsi.

I giorni come anni

contarli all'indietro

per cercare in quell'istantanea

tutto l'amore che c'è

la sagoma obliqua

dell'approvazione

che in fondo alle tasche

cercavo.

Non mi troverai più

al muro riversa

come un mazzo di rose,

il mio odore è svanito

e di rabbia e malinconia

odorano le mie mani.

Se solo m'avessi stretta

più forte e più a lungo

sarei rimasta

avrei colorato di celeste

regalandoti un sorriso

perfetto

nel suo infinito sgretolarsi.

*
Avevo un cuore

ricordo

batteva nel petto

i suoi passi

erano poesie sulle mie ciglia

e avevo parole

per chiunque mi baciasse con foga.

Era bello il tempo

delle albicocche

mangiate di fretta

e poi di nuovo voli

voli altissimi

di ali coi nastri al collo

e di cigni,

il solitario muoversi.

Scucivamo risate

dalla coperta del futuro ,

manichino senza braccia

che indicava un punto

in mezzo allo sterno dell'orizzonte.

*

Tornare infine

dalle mani

quelle mani enormi

che ti schiaffeggiano la dignità

e sei solo un coniglietto di pezza

da prendere e gettare a terra

con la polvere.

Schegge di vetro

come coccole,

il sangue che scende

nessuna lacrima da mostrarti

ma sorrisi su sorrisi

conchiglie in collane

e oceani da dividere.

Quanta bontà

nel più profondo

disprezzo.

Ti guardavo tra desiderio

e disgusto

la passione

di saperti mio

eppure lontanissimo

da questo abbraccio d'aria.

Sento freddo

e ti odio

e ti amo

nell'inverno ho trovato te

sotto il ghiaccio

rubino prezioso

e pare che io adori

farmi male,

*
Lame nel letto

tra cuscino e lenzuola

una finestra di luce

che buca le iridi

e cieca adesso

guardo

osservo

ricordo.

Miss Happiness ha vinto ancora

la dolcezza cola

dalle ferite vecchie di anni

e ogni errore è zero

di nuovo

avrei pena

se solo m guardassi

ma allontano i riflessi

e torno

come una sposa fedele

a tessere la trama

di un sogno,

forse solo mio.

*
Ti prego

adesso

uccidimi

taglia la mia pelle

falla diventare stella brillante

per te che non sai

per te che dormi

e non sai il mio amore

dove potrebbe arrivare

cosa potrebbe fare e farti.

Ti prego

adesso

fammi male,

tutto quello che vedi

prendilo

è tuo,

non ho più ossa

nè libellule

da intrappolare

ma solo questo ultimo ballo

e il volteggiare lieve

di solitudini identiche.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 13:14 .::. commenti (21)
< lunedì, 01 dicembre 2008 >
Categoria:

Non più fiamme

non più dei

o ritratti di famiglia

ai quali votarmi.

Non c'è più luna,

luna piena

luna madre

luna dorata.

Solo luci impazzite,

neon viola sulla pelle bianca.

un morso al collo

che mi dice ti amo

ogni volta lo tocco.

Piccola agonia,

passare l'indice sul blu del livido

sentirti presente

e non incorporeo ricordo

e ci sei

nonostante ogni più buon proposito.

Questo amore che non capisco

questo amore cannibale

che tra tutti,

ha scelto me,

per nidificare

come rondine d'estate tra gli sterpi

creando meravigliosa armonia

per noi due,

distese figure

su un tappeto di foglie secche.

*
Prendimi pure adesso

le ossa ordinate

una per una,

come tasti di piano,

non sento più dolore

nè critica a questo mio incedere.

Sono qui, e ora

come mai prima,

vestita di un bianco sposa

che quasi fa tenerezza,

se osservi il pizzo e le trine.

I confetti nel palmo

e una poesia sulle labbra

per potertela sussurrare

prima del tramonto del sole.

Solo tu

che dai e togli

che arrivi e scompari,

come il fantasma dell'Opera

che non avevo il coraggio

d'aspettare ancora.

Dimmi che sono finta,

che tutto questo non c'è,

sorriderò compiaciuta

stringendoti i polsi,

mio.

*
Che stupido agnello,

m'hai detto

guardandomi con l'inverno negli occhi,

tenendomi lì

tra le tue braccia stretta

per non farmi andar via

e non era illusione no

era vero tutto quanto

i ricordi ci sono

posso giocarci a scacchi

con queste visioni che diventano follia

ora che non ci sei

ora che non ti ho qui

nettare d'ambrosia

droga salata

per le lacrime che verserò pensandoti.

Ho visto la steppa.

La neve coprirmi le ferite,

una ad una, medicarle come unguento

e infinitamente tu

un valzer di danze di demoni

e di nuovo le tue labbra

il tuo sorriso, Lucifero

il più bello degli angeli

e il più maledetto

tra i desideri umani.

*
Mi manca l'aria,

stringo i pugni

e ancora non ci sei

non ci sei

in quest' ossigeno che sa di polvere

se manchi

in questa rabbia che sale,

sento la marea del pianto

corrodermi

tagliarmi le vene

e lasciarmi immobile,

una statua rosso porpora

alla derisione dei corvi

che le ali nere spezzano,

nell'infinito volo.

*
Tienimi,

ho braccia e ossa fragili.

Tienimi,

non ho più forza

per proteggermi da sola

e ho ammesso di aver bisogno

di anche solo una tua parola,

che se mi neghi

crea squilbri,

ingranaggi d'orologio che girano

in questo mio cervello stanco

e mi distruggono.

Tu come edera,

ti sei arrampicato dentro di me,

leggero,

sradicando ogni altra pedina,

gettando via l'ansia

in quell'attimo,

in quel bacio vero

che le mie labbra

ti hanno strappato,

tra chimica e sentimento.

*
Cuore mio,

t'ho ordinato,

fermati,

lasciandoti entrare

dentro di me ancora

col permesso di uccidermi,

la lama alla gola

e sentire Eros trafiggermi

nell'istante del taglio.

Una linea perfetta

dirtta come autostrada

per saziarti

quando ogni mio dono

ti sarà stantìo.

Giochi da mantide

violento scoppio di risa

e poi giù

fino in fondo

raschiando il pavimento

tenendo nelle unghie

pezzi di me che non sapevo d'avere.

Mi accompagni nel cielo

e all'inferno mi culli

tra le fiamme

che io e io sola

ho scelto per la mia rovina

ma

posso dirmi beata

se quell'attimo di fiato

è per me sola.

*
Mio.

Te l'ho urlato

graffiato sulla schiena

come animali

io e te

sulle spine di una rosa

sfioravamo il vento con le dita,

una ninfa d'alloro

che fuggiva dalle tue lusinghe

e non voleva altro

che un grammo,

un grammo soltanto

della tua più dolce eroina.

Ho svenduto anima e corpo

per un eternità incerta

camminando bendata

tra una platea di ciechi,

ritrovandoti sempre lì

a serrarmi le mani.

*
Nella marea,

dove l'onda esausta

ripone la sua forza

e nel cielo tra fulmini e lampi

mi sono detta Regina.

Tra i lombi il tuo nome,

inciso a fuoco

e godo,

mentre minuscole gocce vermiglie

rompono il tempo.

Plic, plic.

Ancora cadere

le ali spiegate

e con dolcezza

tornare da te,

dal laccio sontuoso

seta e broccato

delle tue spalle contro il mio viso.

Vorrei ora morire,

ricordarmi tutto

senza perdere niente

e immaginarmi,

come ora faccio,

un unico destino,

a doppio filo intrecciato al tuo.

Due rami ,

due piante carnivore

strette,

morbosamente strette

in un bacio che sa

di ruggine e zucchero filato.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 20:17 .::. commenti (15)


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