< mercoledì, 24 settembre 2008 >
Categoria:

Ti ho sentito stanotte
sei arrivata
solitudine
a schiarire i miei vuoti.
Le parentesi quadre
nei discorsi
che mai ti ho detto.
Singole sillabe
di un dolore
troppo grande
per bocca umana.
*
Azalea selvatica
anima di tenebra
mio fiore del male
ispirazione costante
dell'abbandono.
Sento ora
la speranza lasciarmi
dove tu sei
dove non c'è aria
così pulita
per riconoscermi
cadavere innamorato
delle mie ciglia d'onice.
Sfiorai il disegno
il contorcersi
schianto imminente
sul mio palmo.
Fiore di pesco
o acanto bianco
per il vestito
di Giulietta,
carnefice esangue
di queste mie grida.
*
Tienimi larghe
le gambe
spingi
con rabbia
placami l'amore
non c'è più tregua
qui,
dentro di me,
dimentica le lacrime
al plenilunio votate.
Ho regalato le ossa
al vento del deserto
e le vene al Nilo
nella fanghiglia
per rinascere,
a nuova vita,ancora.
*
Ti ho sentito stanotte
col cuore in mano,ero
ti guardavo
ti guardavo leccarmi
tra le costole
e il no che sapevi.
A mani aperte
ti ho regalato me
tutta me
ma infinitamente scivolano
le tue dita
e per terra
batte ancora
guardalo rantola
guardalo
di gelosia
sbava.
*
Ninna nanna
docile agnello
al cappio
porgiti
ninna nanna
addosso a me
vieni,
congela le carezze
voglio ancora
morire
col tuo profumo
nelle trame
ormai consunte
dei capelli miei.
*
Ninna nanna
requiem
per il sogno
che è figlio
della mia tragedia
più bella.
Ninna nanna
danza con me
stringimi forte
non lasciarmi andare.
I passi
li ho imparati
e la musica,
tutta questa musica
è per noi soli
nelle gabbie
ti ricordi,
ci amavamo
di nascosto
il muso premuto
e lo straccio in bocca
soffocando
l'armonia.
*
Mi manchi.
Non ho niente
ora
contro cui sbattere
il mio odio.
ritorna.
non ho niente
niente
senza il tuo viso
a farmi
specchio del reale.
La bellezza
che nelle iridi tue
io vedo
è assente,
non sto scrivendo
no,
sto solo
misurando,
in lacrime
il tuo distacco.
< sabato, 13 settembre 2008 >
Categoria:

Incoronami la voglia
l'altare sacro
che c'era in me
all'arrivo dei demoni.
Figure alate ora
mi prendono tra le braccia
dormi piccina
non guardare
dormi piccina
salta con noi
in questo pozzo
senza desiderio
*
Sei lo sconosciuto
mi sei entrato dentro
senza permesso
m'hai detto t'amerò
tra le ortiche
e un campo di niente,
Seminavi tempesta
le rose ancora in boccio
per poi lasciarle
lì ferme
ad ammuffire.
Silenziosi i passi
per noi figli
di nessuno
figli delle strade
delle epoche ingiallite.
*
Non sento niente
penetrami lì
al centro del mio dolore
dividi l'ansia
dalla gioia
il disgusto
dalla cieca approvazione.
Somiglia al compiacimento
ora
questo mio baciarti
volerti disteso
in un letto di spine
come un cristo di coccio
muoverti le braccia
e giocare con i chiodi.
*
Volte di cieli stellati
ventre nerissimo
per creature immorali
segno indelebile
dell'agonia che ritorna.
Il collare di diamante
che ho indossato con te
al tuo cospetto
non ero regina
ma cortigiana
dai seni di latte
a succhiarmi come pioggia
tra le labbra gelate.
*
Di che colore è il tuo cuore
dimmelo
di che colore è,il tuo occhio destro.
voglio saperlo
*
Ho due occhi sinistri
vedono l'infinito
l'essere oltraggioso
che vive nelle mie vene
si contorce
gode offrendosi
in sacrificio al vento
tra le raffiche
si uccide
nell'attimo dell'addio
eccolo ritornare
la sua forza,
la mia,
i suoi artigli
la mia mano
che ti stringe.
*
Ti ucciderò d'amore
un giorno
un giorno di sole
d'afa e distese gialle
ti ucciderò d'amore
sapendo di farlo
conoscendo il vuoto
che alla fine,mi dai.
Un colpo
solo uno
la tua testa
ricci neri da accarezzare
come croci
saranno i miei Credo.
Il mio rosario
è nascosto tra le cosce,
non c'è fede per me
il mio rosario
mi fustiga la schiena
sono la prima
e l'ultima vergine.
*
Anfora d'ambra
contami i miei respiri
ascolta il tremulare delle costole
come foglie
orchestra sinfonica
e regalami silenzio
dentro un altra cuspide.
< venerdì, 05 settembre 2008 >
Categoria:

Dall'alto dei cieli
cadere
il viso premuto
contro la neve
la neve bianchissima
non senti che cade?
non senti i fiocchi
come invisibili dita
a coprirti il peccato?
*
Tra le mie gambe
un figlio deforme
scalcia tra le vene
la mia lacrima di vetro
che la guancia riga
e corrode.
Il pianto
che non so nascondere
oltre la ferita
che porta il mio nome
su questo ventre
di asfodeli e croci.
*
Eterna voglia
che ritorna nell'arteria
la musa dell'arte
che ho stuprato stanotte
c'era la luna
io ricordo
c'era la luna
le natiche da aprire
come dolce fiore
penetrandoti piano
il dio adesso ci guarda
il suo sguardo
dolce
così dolce
cravatta stretta al collo
questo amore che ti dono.
Divarica la mia carne
nell'ambrosia del mio dolore
tra le ossa
arpa diabolica
risvegliami i mostri.
*
Specchio delle mie brame
l'immagine distorta
questo viso
questo viso tenero
ed ero la bambola
capelli di seta
occhi di carta
labbra di zucchero.
Baciami il ribrezzo
il brivido freddo
pelle su pelle
cannibali ciechi
di bocca in bocca
assaggiata
questa voglia insana
di ferirsi
dopo ogni orgasmo
*
Timida stella morente
nei palmi i chiodi
che fecero
della santità
pura perversione
annoda la mia mente
i pensieri tutti
costringimi ad amarti
in questo odio che cresce
nell'indifferenza dell'intelligenza
sublime arte.
Divinamente puttana
di queste mie parole
ho venduto il mio cuore
c'è un buco sul mio petto
vieni a guardarmi
c'è un buco enorme
qui
all'inizio dell'emozione
modellami
come vuoi che io sia
come vuoi che io diventi
*
Aria.
Non c'è niente qui
non cercarmi nell'imenso
ho smesso da tempo
di creare castelli
per principesse suicide.
Un silenzio fortissimo.
Assordante movimento di passi
Aria.
Uno scoppio nel firmamento
e poi più niente
solo frasi
applauditemi adesso
la mia maschera perfetta
il trucco sbavato.
Un sorriso
tagliami le labbra
all'insù
vedrai
sarò perfetta
vedrai
sarà bellissimo
negarmi
e fingere di nuovo.