< The Bad Twin >
Utente: SilentHell
Nome: Lilium.
Sono tutto e nulla.L'alfa e l'omega.Il sogno e L'incubo. Sono la carezza e la frusta. Amore e odio.Dolcezza e infinita perversione.Una mente atomica.Una mente che mangia con voracita' disumana.Mi cibo delle emozioni.Del dolore e dell amore.Non amo le vie di mezzo.Estremista sempre.Bianco e nero.Sono le mille facce della follia.Sono il male e il bene.L'angelo dal candido manto e il demone che sorride beffardo.Sono la mano gelida che al mattino ti sfiora la schiena e quella calda che alla sera ti sfiora il capo.†


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< Watching the Sky..>

mpi

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TI.AMO.
SOLO TU.NEL.CUORE.
Il mio tesoro prezioso
Il Ragno Rosso
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anima mia gemella.
Amorah MIA.
My Damned Queen
Cronos
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Mia adorata Lili..
LeftynoLuv
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Mater Lacrimarum*O
My black light
Lika
Ma Petite..
Meravigliosa Sinfonia..
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My Manzo
Esteban..
GiginoGigetto
Mon Cher Marius
.Vlad.
BorderlineDay
Scimmiettina Adorata
Esmeralda*
Musa D'Avorio e Cenere
Dark Temple <3
Tu Ribelle.Tu Nero Angelo
Carne Da Mordere
Mon cher Cartafilo
Luna Di Carne
Lucifero
Queen Of Darkness
PiccinaPicciò<3
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*Homecoming Queen*
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Lei la verdissima, l’irreparabile, la rinnegata, la madre infante. Del sofferto soffocato soffio, da piccola riversa trappola, di ventre con i fiocchi addosso all’ultimo, respiro e strappo. Ancora braccia per riportarmi al corpo, all’amore che s’allarga e di spazio mi riempie. Variopinta genuflessa carne, ciò che di te ricerco, è il limite massimo della vacuità dei sensi.
Isabella RivoltaLaCroce
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< domenica, 29 giugno 2008 >
Categoria:
Titolo: Damned Soul

Avevo poesie

qui,

proprio qui

sulle costole.

Le avevo scritte mentre non c'eri

tra i rumori densi della città

e il canto delle cicale

di questa estate folle

Parole e ancora parole

che sommate

erano,comunque zero.

*
Anima mia maledetta

stuprata dalle Muse,

ancora carne da donarti

e labbra

ma di cuore

perdonami

non ne ho più,

neanche grattando la parete

con le forze ancora rimaste

riesco a creare magie

*
I was made to love magic

*
Un tempo

ero un giocoliere

e le palline colorate,

tra le mie dita

roteavano.

Era bello vedere lo stupore

bocche aperte

e sentirmi speciale

Ma cosa resta

dimmi

cosa

quando togli

al palco

le luci?
*
Parlo

e le mie labbra

non dicono niente

siamo figli

di discorsi vecchi

musiche già sentite

spartiti suonati

da cieche e sorde dita.

*
Un concerto di armonia

avrei voluto donarti

se solo ti fossi fermato

se solo il capo

avessi volto

al plenilunio

donandomi l'argentea luce

degli occhi tuoi

adesso spenti.

*
Le stelle ed il trucco

la parrucca rossa

ed il papillon.

Quant'era semplice

il teatrino

di marionette

muovere i fili

e guardare

lo spettacolo

della mia decadente vita.

Pezzo dopo pezzo,

al suolo,

come rose,dopo la potatura.

*
Questo deserto

che c'è tra i miei palmi

e lì,

in mezzo

una statua di sale e ghiaccio

ha membra fredde

eppure l'afa consuma i sensi.

Appoggia ora

l'orecchio

sul petto

non batte

ha smesso di correre

quel piccolo bastardo.

*
Ho ucciso io la mia bellezza

col pennino

dritto al centro

del piacere.

Strappando l'orgasmo

all'ultima lettera,

l'ultima frase

che delinea il silenzio

dopo l'amplesso.

*
Le mie mani

sono lame

e sfiorandoti

ferirei il velluto,

ma raccogli gigli

sotto la luna piena

e,di bianco

dipingi le note

che ora

non riesco più a ricordare.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 10:06 .::. commenti (60)
< lunedì, 23 giugno 2008 >
Categoria:
Titolo: Last breath

Ripenso alla luce

quell'ambrosia di colore

che mi dipinge silente

guardandoti nel sonno,

una bolla d'aria

che poi scoppiava.

Ripenso alla cenere

all'ossario composto

dei nostri ricordi.

Uno accanto all'altro

ossa come sassi

lisce e bianche

nelle nostre bocche di squalo

*
Non guardarmi così

hai scarnificato la memoria

con un coltello a due lame

e veloce

questo anno è passato

di corse senza polmoni

rincorrendo fili dorati in questo cielo

di un altro tempo

in un altrove perfetto.

*
Cos'è questo freddo

s'è seccato il rosso

nella tavolozza

e quei tuoi occhi sottobosco

ora non dicono niente

rimangono fermi

e mi chiedo

dove sia la gioia.

Quella gioia intensa

che sentivo cantare

solo per me.

Dov'è finito il volto semplice

che mi sapeva innamorare

*
La corda su cui si cammina

si dimentica di noi

e infinitamente cadiamo

inginocchiati e tesi

attendiamo forse l'indice che ci

faccia suonare?

*
Piove adesso

gocce su gocce

il niente che mi conosce

mi fruga tra le tasche

e tra gli spiccioli

con i quali avrei pagato un tuo sguardo

e il rossetto

per un ti amo sullo specchio,

trova me.

Ma ci sono ancora,forse

a danzare folle

tra i marciapiedi di Madrid

nel vetro appannato di un bar

*
Versami ancora vino

nel calice ho vuotato

la solitudine

un solo sorso ancora.

E dì soltanto

una parola

ed io sarò salvata.

Nessuna fiamma se non te

a farmi bruciare di morte.

Morte vera.

*
Solleva le mie membra

e deponimi

sulla terra

quando il sangue s'asciuga

e rimangono solo le parole

a memoria di me.

Guardale e dimmi

che ho finto

guardale e dimmi

quanto,

la mia recita,sembrasse vera

mentre piangevi.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 15:19 .::. commenti (58)
< martedì, 17 giugno 2008 >
Categoria:

Oltre la notte

che lenta sospende le nostre colpe

attendiamo tutti

i nasi all'insù

come a chiederci

se c'è ancora

speranza

se possiamo ancora credere

che sia vero

tutto questo palcoscenico.

*
Un rumore lontano

monete che cadono a terra

tintinnare di gioie minuscole

che a vederle

avresti potuto scambiarle

per abitudini.

Sentirsi d'improvviso

vuoti

come se quell'ultimo bacio

avesse rubato al tempo

gli ingranaggi perfetti,

rompendoli.

*
Hai mai l'impressione

di essere seguita?

Tu che affretti il passo

azzerando il respiro

per paura d'essere scoperta

a chinarti su un cadavere

a mangiarne gli organi

quando è ancora caldo

fresco di vita rubata.

*
I tasti di un invisibile piano

mi destano

sento le tue mani scorrerci sopra

e darei il fiato

per essere fatta di bianco e nero

per farmi toccare da te

producendo musica,

qualcosa di davvero bello

qualcosa di così sublime

da far piovere il cielo

di altre lacrime

e nuove lacrime.

*
Due parti gemelle

che al toccarle

sembrano uno

ed uno solo.

Il distacco che sento

quando abbracciandoti

mi si apre il torace

e riesco a sentire

anche un soffio sulla polvere.

Se solo mi vedessi

se solo potessi unirmi

cucire a doppio filo

queste due estremità

cucirei un vestito fatto d'immenso

e morirei così

semplicemente.

Con uno scoppio

in un vicolo,

in un assolato Agosto

*
Ho sognato per anni

il come

il dove

sapendo già le battute a memoria

studiando per quell'istante

una conclusione da fiaba

con il lieto fine,sai?

Riesci a sentirmi?

La mia voce registrata

e questo nastro

che continua a scandire

istanti che non torneranno.

Questo nastro

dove sto vivisezionando

quello che sono

e le mie parole mai come ora

vengono da dentro,

oltre quella corazza

che ormai mi proteggeva.

*
Fatta di cristallo

il mio corpo in controluce

dove ogni vena

è un ricordo preciso

un momento vissuto,ma mai perduto.

Al ventre stringo

il mio sole

raggi lunghi

che annientano

le ombre

tutti questi demoni

che sogghignano

mentre ansimo,

cercando un angolo dove nascondermi.

Ma a che serve

nascondersi

quando ti conosci così bene?
Quando hai passato

anni

cercandoti?

*
Un sole rosso sangue

perchè è dal sangue

che sono nata

dalle gambe divaricate di mia madre

soffrendo per esserci

in uno spasmo lentissimo

fino a respirare

per la prima volta

ed è come se adesso

io sentissi l'aria

preziosa.

Come se tutto questo

fosse un inizio

e stessi solo camminando su un filo,

incerta,oscillando.

*
Accasciata a terra

come un asfodelo

come un crisantemo in un giorno festivo

ho percepito la tua presenza

questo calore

tra le labbra

ed il silenzio di cose non dette.

Verità semplici

eppure

dentro di noi da sempre.

*
M'hai raccolta

pioveva,

tutti guardavano

nessuno avrebbe mai preso me,

il giocattolo rotto

l'orsacchiotto con le orecchie scucite.

Tra le tue mani

ho ritrovato il sentiero

e i corvi

non m'avranno

perchè questo dono

questo dono che ho con me

non può cedere agli urti.

*
Cuore mio,

t'ho detto

resisti.

Non mi lasciare adesso

che ho bisogno di te

ora che i corvi gracchiano sentenze

e le onde s'agitano.

Mostro tra i mostri

ed estraneo m'era il linguaggio.

Ho morso la carne

bevendone il succo

ad occhi chiusi

guardando finalmente il mio inferno.

Ed eccola la quiete

ecco il silenzio

pervadermi.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 17:26 .::. commenti (52)
< giovedì, 12 giugno 2008 >
Categoria:

Ho spesso ripensato a noi

c'è ora una linea retta

che divide i minuti

in frammenti di storia.

Siamo dunque fantasmi?
*
Essenza di niente

profumati di nostalgia

per qualcosa che non è mai stato.

*
Ti ho sognato

ma non avevi occhi per guardarmi

solo mani

per entrarmi dentro

togliendomi il fegato

ormai annegato

tra il succo di vino e il nettare

dei tuoi respiri.

Eri un pagliaccio

dalla faccia gigantesca

e per quanto tirassi pugni

niente accadeva.
Rimanevi fermo

come una cometa

a vegliare sui miei incubi.

Riposa adesso,nell'erba alta

dimenticando ogni carezza

ed era il vento,

a volerti toccare,

non io.

*
Celebrali attrazioni

innamorarsi  con la mente

ed il corpo

immaginarlo nei pensieri

col sole che lo investe

che lo ricopre come un manto giallastro.

Questo era l'orgasmo più grande,

toccarti nella fantasia

svestirti di ipocrisia e promesse

fino a rimanere puro scheletro

puro estetismo minimale.

*
Ho imparato a non provare dolore.

Quando sento la lama che affonda

ripenso alla rugiada

all'abbraccio mortalle della mantide,

al suono della pioggia sull'asfalto.

Ci si sente così potenti

quasi dei in terra

quando si ha un cuore che pulsa

tra i palmi

ma cosa ci sarebbe di male

nel mangiarlo?
nell' ingoiare i battiti

e sputare poi un organo vuoto

privo di ogni presenza.

*
In questo tempio d'Amore

ho incoronato me stessa

come una dea che non ha bisogno di sorrisi

ma si compiace solo guardandosi.

Mi bastasse questo

sarei salva

ed io lo so

tu che non hai mai sollevato la mano

per tirarmi fuori

ma anzi

guardandomi annegare

hai sorriso

come dire

era la tua fine,

ce l'avevi scritto sui polsi

che sarebbe finita così.

*
Questo finale,

che ora vorrei riscrivere

per cercare una via di redenzione per me

per questi peccati della carne

che m'impone rigida ossessione

di vedere corpi mutilati

in ogni dove

e parole

sulla mia testa

sul mio seno

e quando per caso lo sfiorano

è un orgasmo nella mia mente.

Sento ogni sillaba

ogni inflessione di voce

diventare dita affusolate

che bagnano il mio dolore.

La fonte arida della gioia

che tornerebbe florida

se solo sapessi sorridere.

*
Alza le labbra

m'hai detto

prova a vedere l'alba

a tenere nelle iridi

tutto il calore che c'è

ma come posso togliere il gelo

dagli anni passati?

E' impossibile,per me

dimenticare.

Togliere foto

e rimpiazzarle con poster

di felicità posticce.

Non riuscirei a guardarmi

neanche uno sguardo di sfuggita

sarebbe solo vuoto.

Quel vuoto tagliente

che anestetizza le ferite

che fa essere automi perfetti.

*
Taglierò le mie catene

mi vedrai essere fumo

l'ultimo sorso di vita vera

prima di scomparire del tutto

e assaggerai l'aria

cercandomi

illudendoti che sia tutto normale

senza i miei occhi

che ti davano motivo d'esistere.

Il mio smisurato ego

che si pungeva per amarti

che sciocco è stato da parte mia

credere

crederti ancora.

*
La magia è conclusa

i conigli nel cappello

non li ho

come sai,

sto provando a nascondermi

tra le pieghe di questo tempo

sto provando a nascondermi

perchè questo eco

diventa un orchestra di cadaveri

e la Morte mi richiama

sento il tamburo nelle tempie

battermi cupo.

*
E' adesso il momento.

Non voltarti,

ma apri le braccia

come un cristo consunto dalle frecce

e succhia le mie fiamme

finchè rimarrà solo sgualcita memoria.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 10:35 .::. commenti (70)
< sabato, 07 giugno 2008 >
Categoria:
Titolo: Fallen Angel

Angelo solitario

le ali piegate

milligrammi di bianca eroina

in queste vene macchiate.

Il tuo sangue ancora qui

sulle mie dita

e ora

come posso

lavarmi

come posso

dimenticarmi che sei esistito davvero?
Cancellare

con un respiro

la tua presenza

che ancora m'angoscia.

*
Sei qui

ancora qui

le tue mani

su di me.

Tu che eri un ninnolo

per gli occhi di tutti

e lasciarsi toccare

ed amare

non significava certo

compiacerli

ma solo guardarli con miseria

oltre l'iride chiara

di foglie verdi

foglie marcite sotto le piogge di ottobre.

*
L' Agosto furente

di feste violente

eri lì

fermo immobile

una statua come il cristo

fermo immobile

tra le costole e lo sterno

cercavi di nasconderti

come se quel peso inesistente

avesse potuto redimerti.

Non c'è colpa

che possa essere espiata

quando agisci con dolore.

Quel dolore ammuffito

in stanze dorate

e a niente serve

essere idoli di se stessi

l'immagine non mente.

Rimani tu

solo con ciò che sei

grandioso insulto alla bellezza

o timido carillon senza musica

*
Spogliati per me

disse l'artista

voglio dipingerti cherubo insanguinato

fare delle tue labbra

la mia tela

sfiorerò con la punta

del mio intelletto

la porta del tuo piacere

e l'amplesso

tra le lacrime

sarà d'Amor Vittorioso.

Se tra le lacrime

infine

ricorderai il tuo nome

gridalo

voglio sentirlo

perchè io lo so

io ti ho visto

ed essere felici

è sempre stato più semplice.

*
Come se io potessi vedere

le gambe al petto

tu seduto su un balcone

la sigaretta che vola per tre piani

e si spegne

le lacrime che diventano

pioggia corrosiva

perchè si sa

gli angeli

non piangono

non conoscono tristezza

nè paura

nè odio

ma tu eri quello Caduto,

allontanato dal biancore

oltre le nuvole

eri sceso tra noi

tra noi tutti peccatori.

*
Perdonami se non t'ho preso per mano

e quando,

vedendoti ansimare

ho pensato fosse un gioco.

Ora che la tua carne è diventata umana

e le piume che ti coprivano

sono scomparse

sei nudo

le forme perfette alla luce embrionale

tornare nel ventre

con un morso di vita che distrugge

questo avresti voluto.

Un cappio dorato all'albero di Giuda

tradirti

tradire tutti quanti

svanire

in una nebbia di stupore generale.

*
La porta dell'Inferno

hai aperto

quando l'orgasmo,

liquido piacere

ti ha catturato

e ti sentivi

per la prima volta

la sirena lasciva

il turgido capezzolo della madonna.

Quel lembo di pelle

che avresti succhiato a dovere

se solo ti fossi accorto

di quanto è sensuale

la santità.

Sentirsi sopra ogni cosa

su un piedistallo di vetro

e da lì

osservarela luce diffondersi

tornare assoluta

annientando la notte.

*
Dimmi se ora ti manca

la tenebra

le stelle amiche

che ascoltavano il divenire dei passi

l'incerta corsa

verso l'infinito suono.

Ti manchi e non riesci a spiegarti

il pianto ininterrotto

le mani chiuse sul capo.

Ora discendi

colpiscimi sul volto

potrai specchiarti in me

deforme visione

ed il tuo cuore,

conservalo protetto

in ogni sospiro

al riparo

dagli urti.

Angelo mio

dove sei

angelo mio

perchè non arrivi

angelo mio

adesso lasciati morire

lasciami guardare

il sacro diventar profano

e questo amore

polvere del mio sudario,

ora è fiamma

ora è cenere.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 09:16 .::. commenti (74)
< lunedì, 02 giugno 2008 >
Categoria:
Titolo: Black Sun

Mi ritrovo voglia

insaziabile bocca

che s'apre di malinconia

per terre lontane.

Guardando lo stesso orizzonte

tu ed io

promettere così

casette di legno

di una felicità muta.

*
E' tutto inutile allora

correre verso il niente

il tunnel che s'allarga

come le braccia del dio

quando cerchi anima sperduta?

Inutile come raccogliere

pioggia

dal cielo arrabbiato.
*
Non ho guardato le nuvole

ma solo il mare

quando volavo

solo il mare celeste

sotto di me

e mi vedevo cadere

una piuma scura

tra gli sguardi di derisione pieni.

Guardatela

adesso si stacca

e si schianta.

Guardatela

quel corpo di masso

s'è trasformato

in farfalla acrobata.

*
Ti chiamerò un giorno

amore.

Questo dolce muovere le labbra

e comporre così

poesie.

La tua voce è rauca

mentre mi sfioro

tra le gambe

a sinistra

sulla cicatrice

e mi è soffice,

il momento del distacco.

*
Dev'essere bello

sognare

e avere la mente al sicuro

il territorio vuoto

tra l'angoscia e il pentimento.

Desideri che si colmano subito

senza tempo

per progettarli

per averli tra le mani.

*
Con la curva

della mia schiena

vedrai

coprirò

ogni distorto suono.

Il giradischi che suona

vecchie canzoni

su cui ballare

fianco a fianco

sentendoci così retrò.

*
L'amore

ci strazierà.

Ancora.

*
Spero tu possa

ora sentirmi

che questo urlo

che mi spezza le vene

serva a svegliarti

in questo coma bianco.

*
Non volevi

mera sopravvivenza

ma vita

ed io lo so

quando le stanze diventano minuscole

e l'aria

quest'aria

manca.

C'è una festa tra i polmoni

dovresti andarci

vestito di rosso sangue

danzare sulle costole

fino a non sentire più musica.

*
Gli spasmi dell'ansia.

Ti ho guardato stringere i pugni

leccare la fede

come mai.

Un solo sguardo

tra di noi

tu che mi facevi sentire

la principessa bellissima

e non il mostro

nella gabbia.

*
Gettate ancora noccioline

al gorilla dietro le sbarre

nei suoi occhi neri

ci sono io.

Si dimena in quei due metri

di condizionata libertà

e come me

forse vorrebbe

uscire

ed avere buio.

La luce è volgare

ti scopre

vulnerabile

perdente

inutile.

Madre tenebra

c'accoglie

ci culla

e ci fa dormire.
*
Non aver paura

di me.

Sono lo spirito di me.

La copia ingigantita

di ciò che in potenza sarei.

Come una stampa

considerami autentica

solo nel colore

e nella forma.

Il contenuto forse

s'è perso,non so.

*
Dal sudario

di questo pianto

mi solleverò

camminando dritta

verso la foresta

scordando la ragione

finchè le foglie

avranno coperto

il mio dolore.

Divorata dagli insetti

vivisezionata

dal vento

ed infine

sputata a terra

come una cosa lasciata lì,

in penombra

dimenticata.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 09:34 .::. commenti (53)


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