< The Bad Twin >
Utente: SilentHell
Nome: Lilium.
Sono tutto e nulla.L'alfa e l'omega.Il sogno e L'incubo. Sono la carezza e la frusta. Amore e odio.Dolcezza e infinita perversione.Una mente atomica.Una mente che mangia con voracita' disumana.Mi cibo delle emozioni.Del dolore e dell amore.Non amo le vie di mezzo.Estremista sempre.Bianco e nero.Sono le mille facce della follia.Sono il male e il bene.L'angelo dal candido manto e il demone che sorride beffardo.Sono la mano gelida che al mattino ti sfiora la schiena e quella calda che alla sera ti sfiora il capo.†


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< Watching the Sky..>

mpi

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TI.AMO.
SOLO TU.NEL.CUORE.
Il mio tesoro prezioso
Il Ragno Rosso
Zietto Adorato
anima mia gemella.
Amorah MIA.
My Damned Queen
Cronos
linda's life.
Mia adorata Lili..
LeftynoLuv
My Crazy Twin
Mater Lacrimarum*O
My black light
Lika
Ma Petite..
Meravigliosa Sinfonia..
Dark Temple
My Manzo
Esteban..
GiginoGigetto
Mon Cher Marius
.Vlad.
BorderlineDay
Scimmiettina Adorata
Esmeralda*
Musa D'Avorio e Cenere
Dark Temple <3
Tu Ribelle.Tu Nero Angelo
Carne Da Mordere
Mon cher Cartafilo
Luna Di Carne
Lucifero
Queen Of Darkness
PiccinaPicciò<3
Spirit Soldier*
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*Homecoming Queen*
Violinista D'anime
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.Amortentia.
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..*Miao*.
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Lei la verdissima, l’irreparabile, la rinnegata, la madre infante. Del sofferto soffocato soffio, da piccola riversa trappola, di ventre con i fiocchi addosso all’ultimo, respiro e strappo. Ancora braccia per riportarmi al corpo, all’amore che s’allarga e di spazio mi riempie. Variopinta genuflessa carne, ciò che di te ricerco, è il limite massimo della vacuità dei sensi.
Isabella RivoltaLaCroce
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< lunedì, 19 maggio 2008 >
Categoria:
Titolo: I'm a liar

Gli altri per lei

non esistevano.

Erano puntolini neri contro uno stesso vetro.

Bastava battere forte

per farli andar via.

Perchè non le facessero più male.

*
Tutti ormai sanno

dell'insanità che mi prende

nelle notturne ore

io indomabile spirito guerriero

su un destriero impazzito.

Tengo le gambe strette

i palmi rinchiusi una gabbia ferrea.

Non voglio che nessuno entri qui

dove c'è candore

dove tutto nasce e si sviluppa.

Come fossi sempre gravida

di queste parole

a volte pungenti.

*
Io dico bugie

i miei scritti narrano del mio mondo

non della realtà.

Mi fa paura quello che c'è fuori

affacciarmi su un reame di campanelli dorati

e sotto,il bianco dell'osso.

Lo vedo perfettamente spuntare

un fiore rosso

tra la pelle rosea.

*
Tutti sanno che non son brava

a mentire.

Indosso la mia maschera

fatta di cartapesta e stoffa.

Oltre questa maschera ci sono io

e nessun'altro

nel bene

e nel male.

Questo silenzio che mi affoga

che preme la mia testa sott'acqua

e non mi lascia respirare,

sono io stessa che lo creo.

Non ci sono carnefici per me

ma solo una serie di vittime

catalogate per nascita

e da me inscatolate.

*
Era facile

inziare a parlare

quella disinvoltura nel farlo

come se fosse normale

cucire vestiti di perle

per corpi perfetti.

Aveva un corpo morbido

seni morbidi

e mani piccole

minuscole mani.

*
Ho abbracciato il mio dolore

strettissimo

sentivo il respiro morirmi dentro

ed era sublime.

Muta condivisione di liquidi

con le mie lacrime appese

come madonne plastificate.

Era bellissimo

averti così

un male che m'ha uccisa

ma danza il tango con me

moina di porcellana

da prendere e frantumare.

*
Quando vuoi

sai dove trovarmi

vieni e spezzami

fai crollare

questo castello di pensieri

e calpestami

come un mazzo di tulipani

al rientro dalla messa.

Sul tavolo della cucina

sul linoleum grigiastro

nella tazza dove bevi il tè

illudimi.

*
Mi stancherò prima o poi

di questa musica

che è assolo

della mia immensa solitudine.

Ci saranno suoni nuovi

a riempirmi le orecchie

di nuova mestizia e nuova gioia.

Un fiocco viola

al mio collo

che stringa bene

il battito

del mio cuore.

Verranno a prendermi

conosceranno la mia follia

coprimi gli occhi

non lasciarli entrare

non fargli capire

quanto pura e nuda io fossi.

Riderebbero

penserebbero ch'è stato  vano

il mio salvarmi.
*
Proiettano un film

non ho messo il sonoro

c'è una donna che piange

e un uomo col cappello

si salutano.
Dietro un treno che parte

il fischio che rompe il romanticismo.

Non dormirò più

mai più

nel caso in cui tu torni

voglio che trovi me

lì dov'ero

supina

le gambe strette al petto

rientrando nel corpo.

Quasi a staccarmi

come le foglie

dall'universo sensibile

per ritornare aria

un centimetro di ossigeno

nel polmone della terra.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 20:46 .::. commenti (105)
< giovedì, 15 maggio 2008 >
Categoria:
Titolo: New light

Ti conosco amica mia Tenebra

non c'è segreto tra di noi

quando mi vieni a trovare

e sento il freddo

il maledetto freddo sulla schiena.
*
Lasciami

adesso

andare.

Non ho più niente da darti

queste ossa le hai rubata da felici anni passati

ed ora Madre

ti cerco.
*
Sono un feto nel tuo ventre

il Destino nel corpo mio.

Raccontami

di come hai saputo aspettarmi

con le mani giunte

e le preghiere bisbigliate

ad un Dio cieco e sordo

ai tuoi dolori

Raccontami

della festa coi palloncini

e quel sorriso che non se ne va

da quelle tue labbra rosso rubino.

Voglio farti sorridere ancora

con i miei difetti

con i giochi con le nuvole

guardando conigli che diventano torte di panna.
*
Ti ho sentita piangere stanotte

rannicchiato contro di te

tra le vertebre

nascosto al mondo,

quasi avessi timore a mostrarmi così

ancora incompiuto.

Cos'hai Madre?

Perchè c'è un ombra sulle tue ciglia?

Un costume di carnevale troppo grande

che ricade morbido sulle tue curve.

Mi hai guardato

eri dolce

stringevi il diario tra le dita

e avresti voluto costruire per me

una culla di metallo

che potesse anche solo per una vita

proteggermi

perchè

c'è così tanto buio

mi dicesti

che potresti diventare

solo un puntino.

Il mio puntino,

precisasti.
*
E' una storia antica questa

tu figlia d'Eva

che generi dalla mela

altri semi di vita

che dipingeranno,

quando tu ormai sarai stanca

il soffitto

con fiori esotici e pesci enormi.

E' un acquario questo silenzio

tu ed io

ci capiamo

anche se non parlo ancora

e mi muovo

al tuo cullarmi.

Sono una foglia nel vento d'autunno

un'autostrada bagnata di pioggia

mentre le gocce rigano il vetro

e tu guardi fuori

quelle rose rifiorire.

In quei boccioli

ci sarò anch'io

non temere.

Arriverò

a consolarti

a reggerti la mano

per aiutarti a salire un gradino

verso il sole all'orizzonti.

*
Due tramonti dentro un unica alba.

Questo siamo.

Sei la mia fine ed il mio inizio

quando il mio capo reclino

come nero cigno

ad ogni ventata gelida.

*
Ti conosco amica mia Tenebra

ma non è ora il mio momento

non vedi che c'è luce

qui con me?

Luce ovunque

e raggi caldi che mi salvano

mentre tu volevi solo gettarmi in basso.

Fuggo facilmente dalle tue adunche dita

e ritrovo lei

due braccia tese in un abbraccio

e tutto l'amore che c'è.

Sii forte

anche quando i ricordi soffocheranno il divenire

lascia scorrere

come marcia acqua

questo male

questo dolore vecchissimo.
*
Ho chiuso gli occhi

mi dicevi che era un mondo strano questo

i mille nomi per chiamarmi

cielo o fiammella

e vedevo te

la tua sagoma nelle iridi

bruciandomi dentro

come una cicatrice benefica.

Attraverso il tuo sangue

ho imparato a crescere

ad essere un guerriero della purezza del giglio

combattendo con fierezza

ogni difficile passo.

Aprendo gli occhi

ho temuto tu fossi un sogno

ma poi eccoti

e l'aria svaniva

risucchiata dal tuo ventre

gonfiato come bolla di sapone

per ospitarmi.

*
E' per te che ancora credo

ancora spero

che esista benedizione divina

per tutti noi

anime scure

e ribelli.

Se ogni cosa ora risplende

è perchè ho i tuoi occhi addosso

e mi doni

tutto il calore che in te c'è

riposando fata

sul mio immaginario carillon.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 08:56 .::. commenti (52)
< domenica, 11 maggio 2008 >
Categoria:

Dove sei?
Dov'è andato il silenzio
quell'ampio sorso d'immenso silenzio?
*
Come vedi le parole
come le persone
ci lasciano.
Camminano da sole
verso mete ignote
contro un sipario già chiuso
Rincorro così fatui fuochi
ed è coro angelico
ritrovarle lì
proprio lì
dove le avevo lasciate.
Abbandonate ma mai perdute.
*
Le sento ancora
quelle voci
non sono salva
nè voglio coprire con il bianco
ogni mio buco.
I proiettili li conservo in una scatola.
Una scatola quadrata con sopra un volto sbiadito
forse il mio,non so.
Dodici proiettili
per i dodici mesi del mio inferno.
Quello che nessuno ha mai davvero visto
e ci sarebbero meravigliati volti
e spalancate bocche
come a dire
ci dispiace,non potevam noi sapere
di questo.
di tutto questo.
Non c'è da perdonare
ma da perdonarmi.
Questi peccati che ho operato nel bene
ora non hanno significato.
*
Guardavi il cielo carico di neve
quel giorno di dicembre
un anno come tanti da depennare
uno stormo di corvi neri
e ripensasti a me.
Al mio corpo disteso a terra sul legno
un graffio scuro e morbido
che si teneva le ansie
per continuare a scrivere.
Sentivo i tuoi occhi sulla schiena
sebbene il sole fosse scomparso
e rimanessero cocci a farti brillare
dietro di me.
Sapevi brillare
era questo il tuo mistero
e per quanto avessi cercato,
niente riusciva a donarmi luce.
*
Calda
amorevole
luce.
Embrionali ricordi in questa mente distrutta
vedi le macerie
i palazzi crollati
e lì nel centro
questo cuore.
Tump tump.
il mio cuore.
I miei passi sul cornicione
uno dopo l'altro.

Sotto c'è
ogni cosa che ho desiderato e amato
le possibilità
 ma non la redenzione.
Quella mano d'acqua benedetta
che mi salva da me stessa
dai mostri che tirano le mie gambe
nel più profondo abisso.
*
In quel freddo dove sento un piano
un piano che suona per me
una melodia lontana
le mie dita si muovono
ballerine attente nel loro danzare davanti a me.
Piccole,dieci,danzatrici del ventre
che si scoprono nella carta
per lo sguardo di tutti.
Tutti quelli che han solo sentito dire
questo dolore.
Quello stesso marcito fiore
che ha emanato un profumo letale
al suo schiudersi.
*
In questo giardino
dove non ci sono sentieri
ma solo un immensa via
di smarrimento
io ho trovato la pace.
Quando gli occhi miei chiudo
e il mostro a due teste mi sbrana
sento le zanne nel collo
ma un sorriso di disarmante amore
mi si dipinge sulle labbra.
E' così grande il mio ventre
che potrei racchiudere mille tramonti
per poterli poi far nascere
distorti e maledetti.
*
Ho dato tutto
per questa mia condanna.
Ho visto la pergamena di rosse vene
davanti agli occhi
che vedevano e non capivano
avrebbero voluto coprirsi e scappare
donarmi le tenebre
per un lieto continuo d'ore.
Credevano di aver ucciso questo giglio
che è in me.
Questo istinto animale
che mi rende la bestia e l'angelo di pietra.
Una lacrima di marmo
sotto queste lame.

*
Dalla croce
a terra
sono planata
come una piuma.
M'hai raccolto dalle fiamme
bruciando ogni solitudine
in quel prendermi
alzandomi dal male
oltre la follia
in un posto che posso dire mio.
Un solo
minuto
di tenerezza
tra noi.
dama dal manto tetro
m'hai lasciata infine andare
Ungendomi le labbra
di ambrosia e vino
fino alla fine del tempo.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 10:45 .::. commenti (63)
< mercoledì, 07 maggio 2008 >
Categoria:

 

Gioca bene le tue carte

fai girare tra medio e pollice il due di cuori

al Regina aspetta sullo scranno dorato.

In basso ti guarda moscerino immobile

il fiato ad un rantolo portato.

..

Quel cuore che se avessi potuto fermare

t'avrebbe salvato la vita

da quell'inerzia metallica del sentirsi a disagio.

*
Alla fiera del paese vi son salintbanchi e balocchi

lui è il grassoccio bambino dalla casacca a scacchi neri e rossi.

Guarda bene ogni mercanzia

indica ai genitori il pupazzo in alto

la scimmia gonfiata

un palloncino enorme con gli occhi spenti.

Voglio quello pensò

voglio quel corpo morbido da infilzare con gli aghi da cucito.

*

Tra migliaia di pesci

racchiusi in una bolla rotonda di plastica trasparente

ebbe il coraggio di scegliere.

Quello in basso,che nel rosso degli altri

aveva ancora voglia di girarsi e trovare aria.

Col retino lo presero

saltellante di gioia il pargolo

non aveva sguardi che per quel piccolo esserino.

Lo guardò uscire dall'acqua

un guizzo di Potenza ed Atto

staccarsi dal liquido amniotico

e venire in un mondo ostile.

*
La gente passava

sbatteva con i gomiti

sul bambino.

Non si accorgeva della tragedia

del suo drammatico sorriso.

*
Lo lascio quindi cadere

per terra

nell'erba verde che pungeva le dita.

Non ebbe tempo per le lacrime

e piovve per settimane sul circo di menzogne.

Pioggia che lavava il peccato

pioggia acida su quell'abominio.

*
Sognava la boccia,nella notte

la pancia verso il cielo

dorata ed arancione

due occhietti neri spenti.

Quella bocca aperta

quasi sorpresa

di quella morte improvvisa.

Aveva messo in quell'apnea la speranza

un nuovo tuffo di gioia.

Credeva.

Non poteva

non poteva sapere

che lì

a guardarlo agonizzare

ci sarebbe stato lui.

*
Zanne di metallo

e mandibole nero pece regalami.

Sul cavalluccio a dondolo conto i giorni

all'indietro

non passa per me il tempo.

Dolce

così dolce

l'indifferenza.

Il non conoscere

rimanere sempre a debita distanza dai sentimenti forti.

*
Lo videro gettarsi dalla finestra

una pallina rosata

contro l'asfalto.

Dal dodicesimo piano

sembrava una piuma.

Voleva essere come il pesce

con le pinne agili

e non due gambe legate a terra.

C'era invidia e ne era consapevole.

Lo videro cadere

e negli attimi della morte

ripensò al mare

alle onde blu che lo avevano sfiorato d'estate.

Un ultimo scoppio

e il cuore cedette.

*
Nello stagno delle lacrime di geisha

il suo corpo riposa

addormentato in un respiro.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 09:38 .::. commenti (72)
< venerdì, 02 maggio 2008 >
Categoria:

Scriveva in terza persona

Miss Fade To Grey

si proteggeva le scapole.

Là dove c'era lo squarcio

una cicatrice nera delle perdute ali.

Il cielo lo aveva visto

in un fondo di bicchiere

distratta pensava all'inchiostro che doveva succhiare

le labbra appena aperte

sorprese della voce che le era rimasta.

Nonostante la tragedia

Nonostante quel silenzio che le mangiava le ossa

e si ritrovava bambola di plastica

vuota.

Facevano eco le sue lacrime

come urla in una grotta di cristallo

anche un sospiro

sporcava.

*
Si era sentita speciale

quella volta

in quel ventoso martedì

dove le finestre sbattevano

e non voleva uscire.

Dipingeva uno sterno sul pavimento

le vertebre una ad una

come posso trovarmi

si chiedeva

se prima non passi la tua mano sulla mia schiena.

Non c'era modo di vedersi

se non occhi altrui

e bastava uno scoppio

a farla impazzire.

*

It's time to sleep

it's time to remember your demons

*
Ti prego

diceva piegata inginocchio

ti prego

salvami

fammi ritrovare il blu

unico colore che è assente dai miei orizzonti.

Incidi i palmi come fossero pezzi di marmo

e questo rosso

è rosso sangue per te

che gocciola denso

come tintura per capelli.

Non ho coperto tutto il nero

queste tenebre che mi chiamano,no

non ce l'ho fatta a dimenticarmi di me.

Troppo amorevole con le mie cicatrici

per votare ad altri il mio peccato.

*
Sulle dita si era stretta bende bianche

così non potrai entrare dentro di me

e portarmi via.

Ho messo una catena tra le cosce

e una serratura sul cuore

che ho divelto

e trapiantato nelle mani.

Solo loro riescono a battere.

Credevi di aver trovato il diamante

e invece rimango

un chiodo sul muro

lontano da quell'unicità che mi facevi essere.

*
La felicità non credo che esista

te lo avevo già detto

ma come non crederci

vedendoti.

L'impulso che mi veniva

di stringerti

di tenerti così

appeso ai miei ricordi flebili.

*
Parlava francese

Miss Fade to Grey

sui suoi tacchi a spillo rosso bordello

cantilenava filastrocche dal retrogusto speziato.

I miei fantasmi non mi lasciano dormire

la notte è un neon sempre acceso

sento le ali sbattere contro i vetri

e Morfeo s'allontana.

*
Mi manchi lo sai

quell'altezza innarivabile in cui ti sentivi invulnerabile

la gabbietta per uccelli

dove sentivo l'ossigeno mancarmi.

Avrei bisogno di nuovi polmoni

che resistano al pianto

meglio di me.

Qualcun'altro a cui donare la mente

quei giochi d'amore

per le notti in cui eravamo insieme.

Le distanze incolmabili

di due corpi ormai vicini

*
In questo tempio sporcato di liquidi

è qui che ho trovato dimora

tra gli scranni dei santi

e le reliquie del tempo.

Legata mani e piedi

a corde di nodi e lame

ed ho provato a camminare

passi piccoli,ritmando gli attimi

ma non c'era risposta.
Continuavo a parlare

al niente.

*
Una sedia illuminata dal sole

la luce che penetra dall'alto

come la spina nel dito

ravviva della carne il sentire

e quel dolore

è estasi.

Per lei che aveva dimenticato

il suo nome

quasi dopo essere nata.

*

Se tu esistessi davvero

se queste mie preghiere

tu potessi un dì ascoltarle

tendi le braccia a me

ed io verrò.

Ho conosciuto del cammino

le torture

il sentirsi a disagio

ed ora fermami.

Blocca i miei ingranaggi

non voglio più scappare.

M'hai bloccato gli arti

immobili gesti

cronometrati esattamente.

*
Sciogli questo nodo

che in gola

la marea

mi soffoca.

Scarnifica la schiena

col tuo nome

voglio conoscerti

voglio sapere chi sei

e dove hai trovato il coraggio di amarmi di nuovo

di riprendere con te

questa sirena dai capelli bianchi.

Asciugami dal peccato

lastra tombale

bianco purezza

dei nostri indivisibili destini.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 18:59 .::. commenti (67)


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