< The Bad Twin >
Utente: SilentHell
Nome: Lilium.
Sono tutto e nulla.L'alfa e l'omega.Il sogno e L'incubo. Sono la carezza e la frusta. Amore e odio.Dolcezza e infinita perversione.Una mente atomica.Una mente che mangia con voracita' disumana.Mi cibo delle emozioni.Del dolore e dell amore.Non amo le vie di mezzo.Estremista sempre.Bianco e nero.Sono le mille facce della follia.Sono il male e il bene.L'angelo dal candido manto e il demone che sorride beffardo.Sono la mano gelida che al mattino ti sfiora la schiena e quella calda che alla sera ti sfiora il capo.†


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< Watching the Sky..>

mpi

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< Mie Vene >
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TI.AMO.
SOLO TU.NEL.CUORE.
Il mio tesoro prezioso
Il Ragno Rosso
Zietto Adorato
anima mia gemella.
Amorah MIA.
My Damned Queen
Cronos
linda's life.
Mia adorata Lili..
LeftynoLuv
My Crazy Twin
Mater Lacrimarum*O
My black light
Lika
Ma Petite..
Meravigliosa Sinfonia..
Dark Temple
My Manzo
Esteban..
GiginoGigetto
Mon Cher Marius
.Vlad.
BorderlineDay
Scimmiettina Adorata
Esmeralda*
Musa D'Avorio e Cenere
Dark Temple <3
Tu Ribelle.Tu Nero Angelo
Carne Da Mordere
Mon cher Cartafilo
Luna Di Carne
Lucifero
Queen Of Darkness
PiccinaPicciò<3
Spirit Soldier*
Prince Lestat
*Homecoming Queen*
Violinista D'anime
My sweet Zorba
.Amortentia.
La Bambola di Porcellana
.Puff!..
.Querina*
Sir Starn
.Dark Lymph.
.Golden Pearl
Blue World
Musique
..*Miao*.
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Lei la verdissima, l’irreparabile, la rinnegata, la madre infante. Del sofferto soffocato soffio, da piccola riversa trappola, di ventre con i fiocchi addosso all’ultimo, respiro e strappo. Ancora braccia per riportarmi al corpo, all’amore che s’allarga e di spazio mi riempie. Variopinta genuflessa carne, ciò che di te ricerco, è il limite massimo della vacuità dei sensi.
Isabella RivoltaLaCroce
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< venerdì, 28 marzo 2008 >
Categoria:
Titolo: July

I see the bright lights, it's the month of July.
It's violent here, why have you left me?
If only you could stay, and keep me in.
It's violent here, why did you run from me?

.

I giorni grigi di dicembre ci sono nelle mani

vengono a noi come ninfee di stagno

hanno occhi enormi

li vedi?

hanno mani enormi

le senti?

Eri tu con me

cos'altro avrei potuto desiderare

te addosso

il profumo che avevi

di seduzione spontanea

lo sguardo mite di chi ha conosciuto l'orgoglio

dell'amarsi sempre e senza indugi.

Eri forte nel tuo cappotto nero

stretto in un punto imprecisato

eppure

guardavi me

in un caldo irreale.

*
Luglio di sole cocente

di morsi sulle dita

quando avrei voluto scrivere delle notti passate

a decifrarti i nei

e parlare con gli specchi

di quant'è profondo il sentire

quando non hai niente più

da perdere.

C'erano vuoti da riempire

la sabbia sui piedi

e le danze sui falò accesi

mentre guardavo i miei diari accartocciarsi.

Per amore questo ed altro avevo detto

col cuore che faceva eco alla mia fame.

Avrei mangiato la terra

e le formiche

per averti solo per me.

Egoismo purissimo

ed aveva ragione quella vecchia,

 la sua mano ossuta.

Di cristallo è il dentro,attenta.

*
Alla fine della musica rimanevo sola

una parete che perdeva colore

punti e linee

curve di seni

e poi ancora

un buco sotto il cielo

il nero che copre il sorriso

annientando le note

che scivolavano

sul mento

a piangermi di noia.

*

Lavarmi gli occhi subito dopo

era un ottimo modo

per allontanarti

lasciare che tutto morisse da solo

senza aiuti.

Come ingannare il tempo

marcando il tratto

nelle posizioni del corpo

le natiche nude

e le gambe divaricate

nel più antico atto.

Contorcendo poi gli arti

per l'estasi che gocciolando

mi sfregiava i ricordi.

*
Correvi veloce

non potevo starti dietro

braccarti sul pavimento

allungare i denti al collo e staccarti le vene.

Un balzo di sangue in me

leggera altalena

tra ciò che ero e il precipizio scosceso

della mia perversione.

Apriti adesso

concedimi il bacnhetto tra le cosce,

la lingua che diventa arma

lasciati cadere

piuma di ventre contratto

nell'estatico inferno

tra i miei pensieri dimora.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 16:27 .::. commenti (70)
< martedì, 25 marzo 2008 >
Categoria:
Titolo: Nighthawks

Aveva detto che sarebbe arrivato,

prima o poi

avrei sentito i passi sul linoleum

spegnendosi poi all'arrivo.

I piedi dritti sul pavimento liscio

fermi dietro di me

aspettando un ora

che nessuno conosce.

*
Al bancone la luce è fioca

e indora i capelli rossicci

di quella signora dagli occhi scuri.

Cosa pensa ti chiedi

appoggiata al legno,

un vestito troppo largo

che le scivola tra una lacrima e l'altra.

Nel caffè bollente e nero

come la notte che ingoia

senza soffiarci sù

quel calore la protegge dai brutti ricordi.

*
Siamo tutti nottambuli dice lei

sfiorando la mano dell'uomo accanto

osservando i gemelli d'argento alla camicia

indovinando quasi il motivo.

*
Come animali

annusiamo il dolore

e le nostre ferite diventano

l'unica cosa importante

l'unica da condividere

rimanendo uniti,

uno sull'altro.

Un orgia di fremiti

che insorgono di guerra

nei giorni vuoti

senza mai la sorpresa

che saprebbe rendergli grazia

e vita.

*
Cosa siamo noi

se non

nottambuli

che nelle vie di questa città

cercano pace

o forse qualcun'altro

con la stessa malattia

che ci racconti magari

di come è sopravvissuto

alle ore che ballavano veloci sul costato.

Raccontando una storia

fin troppo nota

ma che nessuno ha mai udito davvero.

*
Cercherò nella mia notte

il respiro fuggente della Madonna piangente

il battito marmoreo

di una fede abbandonata.

Senza tregua ingannerò

il corso del divenire

per perdermi dove già so

che uscita non c'è.

Per riscoprirmi libera

di saltare dall'alto

e d'essere per sempre

la musa,

il corpo martorizzato e d'intensa purezza

di un solo attimo ancora.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 07:41 .::. commenti (103)
< giovedì, 20 marzo 2008 >
Categoria:
Titolo: La falena.

[ .soulmates. never. die. ]

Alle 4.04, ogni notte lei si alzava

percorreva la distanza di un respiro strozzato

e tornava a letto

tra le lenzuola salate.

Guardava il soffitto

le nebbia salire dalla finestra

e tutto appariva così semplicemente bello

così astrattamente puro

che avrebbe voluto fotografarsi.

Con la pelle nuda davanti allo scatto

come faceva di solito.

*
A piedi scalzi danzava con un uomo diverso

ogni sera

e pretendeva l'amplesso dalle lacrime

l'amore in ogni goccia

l'amore in pillole colorate.

Una per dormire

Una per non pensare

Una per dimenticarmi di me

diceva sottovoce

con le cuffie a separarla dal rumore.

Sentiva questo traffico sempre

anche quando il cuscino le copriva le ansie

correndo veloce

disperdendo le forze ultime

nel tentativo di cogliere un girasole.

*
Nel vaso di cristallo

lo ammirava girarsi con i residui del giorno

e con lui

amputava i raggi

simile ad una meridiana di sangue.

I capelli corti tagliati di fretta

con le forbici in mano

davanti all'ennesimo rifiuto.

Non sapeva più se faceva più male

l'indifferenza

o la mancanza di ottimismo.

Come poteva esserlo

lei

in bilico tra incertezza e solitudine

lei

che aveva trovato e perso l'amore?

*
L'amai follemente

quella falena

sbattendo contro il neon

le ali bruciacchiate che penzolavano

sul foglio della lettera

stropicciandolo da un lato.

Perchè aveva tenuto il soffio estivo

per donarlo alla sua metà

in un campo di salsedine e mare.

Mare dovunque

fin dove non ti annoi e riscopri l'ossigeno. 

Le piaceva l'andare e venire delle onde

era cresciuta lì

con la sabbia

e una volta era fuggita

senza dire niente

solo con la voglia di ritrovarsi.

*
Perdersi è così semplice

tra i bagliori fugaci

e le promesse dei mercanti

in qualche piazza d'Oriente

in un minuto

si sarebbe potuta scordare il suo nome.

Quell'ideogramma antico sui lombi

che combaciava con la voglia di farlo.

Fare l'amore

come due cuccioli di iena

e azzannarsi la carne al collo

consumando le ore

e i giorni

senza mai smettere.

*
L'ultimo bacio è quello unico

quello che ti dice come sei stata

se hai mentito

e sofferto

abbastanza

soppesando il cuore ad una piuma.

Il mostro aspetta

ha le fauci spalancate per l'anima tua

leggiadra colombella

ma tu danza via

non rimanermi accanto

che ormai

potrei solo sporcarti

con le mie manie

con le mie follie.

*
Convincerò i miei occhi a non guardarti

mentre te ne vai

voltando le spalle

al futuro

che dicono sia dietro di noi

perchè non possiamo guardarlo e pregarlo

affinchè volga a nostro favore le sorti.

*

Gli angeli non hanno sesso

ma ti vorrei

in queste quattro pareti di paradiso

a condividere con me il sentirsi

anima mia gemella

che hai rubato alla vita

il giorno mio di nascita

intessendo un esistenza

per noi sole

generate

dallo stesso gravido ventre di perfezione infetta.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 18:17 .::. commenti (104)
< martedì, 18 marzo 2008 >
Categoria:

Hai iniziato a parlare

che ancora dormivo

avevo gli occhi chiusi

sentivo solo il buio entrarmi nei pori.

Le dita che sfregavano le corde

con quella dimestichezza di chi sa

amare e poi

cadere a terra senza peso.

Come se fossi piuma

o cenere.

*
Non ti sento

alza il volume

intona meglio il vocalizzo

nelle ultime sillabe.

Contorci la lingua sul palato

come se fosse tutto un grande segreto.

Questo amarci di nascosto

in un arcata di piccoli silenzi.

*
E' stato troppo tempo fa.

Ne posso quasi distinguere le piaghe

e come un cristo risorto ti eri accorto di me

girando il capo alla folla

una manciata di secondi per scoprirmi nuda.

Una libellula di sangue

che volteggiava sullo stagno

irrigidito dall'inverno dentro.

*
Ho sempre avuto gli occhi tristi

me lo dicono tutti

eppure

nessuno si ferma a chiedermi perchè

e quella smorfia di labbra arricciate

non c'entra niente con il mio dolore.

E' per sentirmi meno sola

quando nelle foto

il flash mi coglie

e sento quell'onda di luce dividermi i segni.

Baciarmi i nei.

*
Quell'immagine non sono io

è la realtà che si scontra con me

generando mostri e pixel.

Guardandomi

vedresti le imperfezioni

non il pianto

nè lo sgomento di saperti ancora in vita

solo quella parvenza di ridicolo che mi rende dolce.

Un pupazzo dal muso schiacciato

e il corpo morbido

da stringere al petto nelle notti di plenilunio.

*
Quando vorrei volteggiare leggera

come una parentesi rotonda

dentro un discorso.

Torneranno sai

le danze di streghe

e quei denti stretti

sorridendo sempre

delle disgrazie.

Con un sassolino tra le dita

nelle tasche del cappotto

seguendo la marcia funebre.

*
Con in testa l'oceano

e i pesci che nuotano

le code fluttuanti

e migliaia di fiori di loto recisi.

Come baci di angeli

quelle minuscole attenzioni.

Fingere che sia amore

fingere che sia per sempre.

*
Ti piaceva la parola

come suonava nelle orecchie e poi

ascoltarla  tra un gemito

e un cioccolatino

era come sentirsi importanti.

Pensate,volute.

*
C'era un pettirosso sull'asfalto

ne ho pianto vedendolo

colpendo forte il cielo

perchè avesse pietà

e smettesse di farmi vedere quello scempio.

*
Tornare infine

a quell'allargarsi dei polmoni

per poi richiudersi

come ventre di conchiglia.

Tu come una peccaminosa voglia

tu sempre con me

creavi disegni di letti

dove farmi dormire

e lampade accese di giorno e di notte

perdendomi il senso.

*
La vista mai mi è servita

come i ciechi rinnego il dono

toccando la fede

in cui mi ritrovo

colmando i miei vuoti

fatti di schegge

se solo

mi sfiori.

Saprei essere una creatura divina

se avessi saputo

come si faceva a rimanere in piedi

non vacillare mai

col cuore intatto e le speranze sane.

*
Cosa resta io non lo so

forse tutto

forse niente

tra l'eco dello sparo

e questo mio

cadere

due fiumi

che al mare infine ritornano

nel blu profondo

di un tempo sconosciuto.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 07:10 .::. commenti (62)
< sabato, 15 marzo 2008 >
Categoria:
Titolo: Noi due.

Milano era dietro

 bella e grigia come sempre

li stringeva stretti nella pellicola

del loro incontro.

Due puntini apparentemente come tanti,troppi altri

in un triangolo di affetto

invisibile ad occhio umano.

C'era qualcosa di speciale in loro

qualcosa che li legava stretti

un oscenità dolce e pura.

*
Quello che non si vedeva era la combinazione giusta

per arrivare ad Alex,

il ragazzo a destra della foto.

Si vestiva con le ombre

delineandole come spille

sul suo petto.

Due occhiali vecchi

che tanto la facevano ridere

diceva che era vecchio dentro

nonostante i suoi 25 sulla carta d'identità.

*
Due mani da pianista mancato

con la musica nel cuore

nell'anima intrecciata ai sogni

che non aveva smesso di coltivare

nonostante la famiglia

e i soliti doveri da assolvere

come un prete

sentiva sciogliersi l'ostia sul palato

senza preghiere.

Da quando aveva sei anni Alex non credeva in Dio.

Il pesciolino rosso vinto al luna park era morto

se ne stava a pancia in sù nell'acqua

fissando il soffitto

e ognuna di quelle lacrime

era una piccolissima parte di lui adesso.

*
Non c'era tempo di pensare al passato con lei.

Una che notavi subito non per bellezza

ma per la particolarità del viso

gli occhi allungati,truccati come le regine egizie

e quei capelli lunghi e scuri

che le scendevano sul cappotto di un solo colore.

Il nero le piaceva

a dieci anni si era rovesciata sulla nuca

un barattolo di tintura

giurando a se stessa che mai sarebbe stata quella che era.

The little Daddy's Girl.

Quella plastificata bambolina in una scatola di confetti.

*
Sia amavano così

senza sesso

dividendo un letto e due tazze di caffè nero al mattino

prima di fuggire alle proprie vite

un respiro all'unisono

di braccia strette e baci sulle palpebre.

Un amore che non necessitava di altro

e quelle notti senza sonno

passate a fumare con le gambe nel vuoto

fissando il traffico

erano le migliori che lui ricordasse con una donna.

*
Quante stelle hai sul corpo?
Quanti buchi neri nascondi?

*
Si respiravano addosso

condedendosi alle carezze

sorridendo e ridendo degli stessi film

col fazzoletto in mano

pronti alla condivisione di liquidi.

Le lacrime scendevano sulle guance

e subito si leccavano via la solitduni

e ogni storia vecchia che faceva male

era solo un pretesto per un bicchiere di rum

e le confessioni stringendosi per mano.

*
Non mi lascerai mai,vero?
NOn te ne andrai mai,vero?
Giuramelo
ho bisogno che me lo giuri Alex
ti prego.
*
Non poteva dirle di no

lui che le sfiorava il dorso della mano

e le versava l'acqua nel bicchiere

come più nessuno faceva

trattandola come un altare sacro.

Era preziosa e lo sapeva

per questo aveva messo da parte il suo egoismo

sposandola nel profondo

con i suoi silenzi

e le liti furiose

di piatti spaccati sul muro

e musica altissima nelle orecchie.

*
Le loro canzoni saltando sul materasso

fingendosi rock star

urlando al cielo le domande

che loro non sapevano giustificare.

*
E' il tuo odore che voglio

E' il tuo odore che desidero.

La vaniglia del dopobarba

o il muschio che scivola nella scollatura

prima di uscire.

Un aroma caldo e intenso

di casa

e cose che ti proteggono

come le foto nelle cornici sul comodino

o i diari sotto le lenzuola.

Nel colletto della camicia

o nei jeans strappati

nei guanti e nell'inverno sul maglione che hai indossato

e che racconta di te,

della tua giornata.

*
Facevano l'amore ogni sera

con le mani

scrivendo racconti e fiabe per la buonanotte

disegnando sulla parete dei soli con i raggi dritti

che toccavano le lunghe ciglia nere di lui

solleticandole.

Si guardavano dentro

oltre la pelle chiara e i mozziconi di sigaretta

che erano frutto di boccate lunghe

ma non reali.

Fumatori nell'anima,si.

*

Non farmi andar via

le aveva detto con un taglio sul polso

non farmi scappare anche da te

come ho sempre fatto

dai miei e dal mio lavoro

con il calendario di mete esotiche sul muro

e le cene finte con il cappio al collo.

*
L'aveva raccolto e baciato

come un cucciolo randagio

lavandogli i capelli

grattando via i residui di cattiveria.

Il sapone si scioglieva insieme a quel capirsi

che nessuno aveva mai accettato.

Il segreto muto e condiviso nei gesti

e nelle parole che non c'erano mai state

per spiegare la verità.

*
Bastavano due soli minuti

per incontrarsi sotto le coperte

e slacciare i malumori come una collana pesante

sfilando i vestiti e rimanendo semplicemente fermi.

Immobili.

In un calore amniotico che era ventre materno

con un pezzo anni quaranta di sottofondo

fermando quell'istante all'infinito

finchè la luce non si spegne

e rimangono i corpi

perfettamente incastrati

due tele colorate di pesci e fiori

che si parlano in una lingua sconosciuta

e quando arriva il giorno

e si svegliano soffiandosi il sonno

sono l'opera d'arte di loro stessi.

Che a guardarla

vedresti solo cocci e rottami

ma se la osservi

vedi due cuori che pulsano

e le arterie cantare silenziosamente

una melodia suadente.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 07:58 .::. commenti (82)
< mercoledì, 12 marzo 2008 >
Categoria:
Titolo: L'ira.

Lucy ha sedici anni

gli occhi a mandorla,il collo lungo

le dita affusolate da pianista

e una cicatrice che le segna il volto

come a dirle

sarai per sempre lontana

un filo spinato nella bocca

e il sangue in gola.

*
Non ricorda niente

erase and rewind.

Memoria a breve termine

sussurrano i medici tra un ago e una garza.

Le ossa di vetro e un conto in sospeso.

*
Guarda a lungo una foto

ha i contorni consumati

e c'è solo un enorme demone che in lei si aggira.

Un basilisco dagli occhi di fuoco

che la tenta,mordendole la pelle.

Vai e fai ciò che devi

balza giù da queste mura e annienta.

*
Non è stata voluta nè amata

lasciata a crepare in un sacco

tra i rifiuti e il marciume.

Queste sono le sue prime visioni

e quel ferro che le lacera la faccia.

*
Era una regina con la corona di diamanti

e la veste bianco vergineo

anche camminando nel sangue

dei suoi genitori.

*
Ha reciso le loro teste

lei che niente aveva visto nè sentito

era tutto un dèjà vu

un continuo tornare indietro

alle delusioni vecchie di anni.

Vecchie esattamente come loro.

*
Non c'è luce dove risiede il crimine

ma l'abominio è stato compiuto alla sua nascita..

Stringe ora nelle mani il suo ventre

la voce cupa e folle

di lei

con le labbra intrise di odio

e un sorriso che non muore

*
In quel ventre sono nata

e in quel ventre ritorno

un bozzolo di rosse vene

che sapranno forse cullarmi.

..

Attraversa il costato

l'amore,

ma più forte

corrode l'ira.

Batte nel cervello

notte e giorno

non ti lascia respiro.

*
Il peccato ora dimora nel suo corpo giovane

bevendo dalle loro carcasse

come una iena

scorticando la pelle a piccoli pezzi

masticandola dolcemente

sfiorandola con la lingua.

*
Non dura per sempre

questo suono

come un ronzìo.

Non sarà per sempre

questo rantolo nelle orecchie

simile ad un chiedere perdono..

Ma di tempo non ce n'è.

E il sentirsi bellissimi

anche senza perfezione nè appigli

non vi è concesso

poichè solo un angelo dalle ali metalliche e il cuore vitreo

avrebbe saputo firmare con lettere auree

questa vostra

eterna condanna.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 07:22 .::. commenti (61)
< domenica, 09 marzo 2008 >
Categoria:
Titolo: We are Vogue

"when there's nothing left to burn you have to set yourself on fire"

Lo sapeva perfettamente Eloise

che sarebbe svanito

l'alone bluastro dal polso.

Quel sogno vivo di pelle

che gridava al mondo di esistere

e non sarebbe mai successo nulla se.

Gli occhi delle persone non si posavano su di lei

capelli raccolti sulla nuca da una matita instabile

e gonna troppo corta che spesso

era delizioso belvedere.

*

Portava sempre con se un taccuino

dove disegnava le persone

i profili perfetti al finestrino del treno

mentre ogni cosa rimasta

si trascinava indietro.

Chi la conosceva

non sapeva niente di lei

e di quella relazione nascosta

come una caramella dal dentista

tra i pugni chiusi,inumiditi.

*
Lei era più giovane

i ventun anni spenti dalle candeline rosa Barbie

e le caviglie raffinate dalla danza

gli orecchini di perla e  la catenina d'argento.

Un perfetto modellino della persona che non avrebbe potuto diventare.

*

Quand'erano insieme non sentivano rumore

erano due suoni armonici

che ritrovavano il pentagramma

e si divertivano a creare note troppo alte

o ,eccessivamente basse.

Il loro linguaggio si scioglieva nei baci

che rasentavano l'osceno

tra la gente per strada

in una Parigi di fine secolo.

*
Per mano contro il mondo

era il loro motto

e il caffè non bastava

così come le sigarette

spezzate per dividere

quella quotidiana estasi.

*
Una principessa delle tenebre e un ritratto di Vogue.

Voglio essere in prima pagina con te,

aveva sussurrato durante l'amplesso.

Con i fiocchi sulle dita

il rossetto perlato e le calze tirate.

Fammi restare

qui senza di te non è mai lo stesso

e per quanto mi sforzi

ogni cosa mi parla di te.

*
Il romanticismo era cresciuto con la bambina bionda

in una casetta di marzapane

dove alla sera ci si sedeva in veranda a guardare il tramonto

con la carta da parati a righe e il cielo sempre azzurro.

Un sogno a misura sua

il raggio di sole che aveva scelto l'oscuro

il suo riflesso distorto

eppure bellissimo

*
Si amarono come ogni volta

aderenti alle piastrelle del bagno di un bar

silenziose nelle risate

frugando nei minuti

per trovarne l'ingranaggio e fermarlo.

Ma dopo c'era solo la città

e i loro volti sulla plastica.

Smorfie di vita sulla spiaggia

due statuine nere identiche

con il cuore allibito.

*

A volte non si sa semplicemente cosa dire

la lingua si secca

e hai paura che il battito esploda

che tutti possano sentire la tua gioia segreta.

Sorriderai ancora

oltre questo giorno e oltre questa nebbia

e se troverai un altro nido

che sappia dirti ben tornata a casa

scrivimi.

Mandami una tua foto

dove io possa riconoscerti,

 correre da te

nella folla e sceglierti

come la prima volta.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 06:29 .::. commenti (108)
< giovedì, 06 marzo 2008 >
Categoria:

"something is happening here but i don't know what it is.."

La radio accesa e qualche lacrima

che scivola sul viso

come una pennellata nera.

Il trucco che avevi preparato era perfetto,

eppure

c'è sempre qualcosa che lo sbava.

Le labbra sempre troppo rosse

e le ciglia scure su due laghetti azzurri.

..

Lui amava perdersi e nuotare

quando ancora c'era luce abbastanza

per vedere la riva.

*
Le onde lente e il suono delle conchiglie

il sale sulla punta delle dita

per sciogliere in un bicchiere

tutta l'amarezza.

Rimpicciolita.

Come con un colpo di bacchetta magica

era tornata bambina

tra i giochi e gli spruzzi di spuma.

*

Aveva solo diciott'anni.

Cosa c'è di sbagliato in questi giorni ripiegati

come un mezzo cuore

e nel distruggerli come pioggia di polvere?

..

Nessuno che ti risponda

quando chiedi alla tua vita

se esisti oppure no.

Il silenzio bagnava Tokyo

insieme alla pioggia di Luglio

ed i grattacieli erano indici alzati.

Guarda il cielo,sembravano dire.

*
Un vetro di sicurezza la proteggeva

da tutto quel vuoto.

Sarebbe stata una piuma che perdeva equilibrio

e semplicemente

cadeva a terra.

Niente di più semplice..

*
Non era il rumore delle cuffie

o l'assenza di qualcuno

tutto quel dolore.

Se lo ripeteva come una cantilena

ogni sera prima dell'insonnia.

Seduta sul niente guardava la città

e studiava le angolazioni delle finestre in basso.

Aveva visto l'amore una volta

ma dove non se lo ricordava.

*
Il capo reclina

al giorno che muore

aldilà dello spazio visibile

e sui deserti sofferma la carne,

che i giorni sfilano in fretta

e rimane giusto un minuto.

Un solo minuto di violenta bellezza

di quella che non ha filtro

e colpisce il cuore

fino allo spasmo

e al sonno della ragione.

*
Dormi ancora

tieni chiuse le palpebre

e nell'immaginarti l'alba

insegnami ad amarti

così come il vento

ama le foglie

nel loro ultimo volo di terra.



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< lunedì, 03 marzo 2008 >
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Se ne stava lì,attaccata alla pelle

d'un rosa elettrico figlio d'un ago senza malattia.

Era le ali di libertà di un sogno appena nato

tra stelle celesti rigate di nero

socchiudeva gli occhi

quel tanto che bastava

per dividere con precisione l'attesa.

*

Seguendo un tracciato leggero

incideva il suo volo

e le labbra si pronunciavano in ti amo

senza conclusione

verso il bicchiere e il bordo appena inumidito.

Amy fissa lo schermo

la macchina fotografica scatta

e le sue ossa sono perfette

bianco cenere raccontano la sua storia.

Di anelli alle dita e gioielli

sulle fosse.

Aveva rispetto dei morti

per questo osservava le lapidi

versando lacrime silenziose per i cortei di cui

non sapeva il nome.

Erano tutti suoi parenti,

amici,

quegli estranei.


*


Le sarebbe bastato un morso di vita

senza sporcarsi mai

di liquidi maschili e gomme da masticare.

Una bolla di confetto

per la sposa che tale non era.

Un bouquet preparato con gli steli

delle camelie,

aveva quando si decise a saltare.

I dodici piani scorrevano

un film senza sonoro

di cui conosceva già le parti.

La donna col cappello nero

e l'uomo con la cravatta

che parlano

e poi il finale su un treno che parte.

I saluti e il the end,classico.

*


Le voci ritornano

nella testa,scivolano sul collo

diventando pesi di piombo.

Ma ora non piange,

distesa su un letto di piume

deride il suo stesso carnefice

mostrando una farfalla immortale.



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