< The Bad Twin >
Utente: SilentHell
Nome: Lilium.
Sono tutto e nulla.L'alfa e l'omega.Il sogno e L'incubo. Sono la carezza e la frusta. Amore e odio.Dolcezza e infinita perversione.Una mente atomica.Una mente che mangia con voracita' disumana.Mi cibo delle emozioni.Del dolore e dell amore.Non amo le vie di mezzo.Estremista sempre.Bianco e nero.Sono le mille facce della follia.Sono il male e il bene.L'angelo dal candido manto e il demone che sorride beffardo.Sono la mano gelida che al mattino ti sfiora la schiena e quella calda che alla sera ti sfiora il capo.†


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< Watching the Sky..>

mpi

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< Mie Vene >
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TI.AMO.
SOLO TU.NEL.CUORE.
Il mio tesoro prezioso
Il Ragno Rosso
Zietto Adorato
anima mia gemella.
Amorah MIA.
My Damned Queen
Cronos
linda's life.
Mia adorata Lili..
LeftynoLuv
My Crazy Twin
Mater Lacrimarum*O
My black light
Lika
Ma Petite..
Meravigliosa Sinfonia..
Dark Temple
My Manzo
Esteban..
GiginoGigetto
Mon Cher Marius
.Vlad.
BorderlineDay
Scimmiettina Adorata
Esmeralda*
Musa D'Avorio e Cenere
Dark Temple <3
Tu Ribelle.Tu Nero Angelo
Carne Da Mordere
Mon cher Cartafilo
Luna Di Carne
Lucifero
Queen Of Darkness
PiccinaPicciò<3
Spirit Soldier*
Prince Lestat
*Homecoming Queen*
Violinista D'anime
My sweet Zorba
.Amortentia.
La Bambola di Porcellana
.Puff!..
.Querina*
Sir Starn
.Dark Lymph.
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Blue World
Musique
..*Miao*.
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Lei la verdissima, l’irreparabile, la rinnegata, la madre infante. Del sofferto soffocato soffio, da piccola riversa trappola, di ventre con i fiocchi addosso all’ultimo, respiro e strappo. Ancora braccia per riportarmi al corpo, all’amore che s’allarga e di spazio mi riempie. Variopinta genuflessa carne, ciò che di te ricerco, è il limite massimo della vacuità dei sensi.
Isabella RivoltaLaCroce
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< venerdì, 29 febbraio 2008 >
Categoria:

Dissonanze melodiche

in questo mondo girato

venti contrari per un unico scopo.

Alzare la testa come fossi un robot

e sentenziare verdetti di morte

per fantocci inorriditi davanti a me.

*
Dovrei essere l'eccelso ventre

nel quale trovare dimora

quello spazio di carne e tagli

che m'ha sempre protetta dal buio

guerriero impavido

dei miei giorni più tetri.
*
S'appanna il vetro

di questi sospiri che crescono nel petto

e diventi lava sulla schiena

l'unghia di ferro

che dilania le carni.

*
E' un colpo al cuore il ritmo

quando non ci sono più parole

per parafrasare

l'abominio amorevole del dolore.
Con ogni cicatrice

ho dipinto i miei sorrisi

sulla croce

altissima

ho sfidato le nuvole

in un barbaro scontro.

*
Tu che 'ascolti il mio muovermi

 e l'elettrica danza

avviluppati come serpenti alla mano

dell'incantatore

conosci il nome della quiete?
Le lettere che possano comporre per me

la melodia calma di un fiume che scorre

portandosi via i miei detriti.

*
Una vertical voragine inghiotte il tempo

coronando d'incenso il mio sepolcro

dove solo le anime affini poseranno,

infine il capo.

Esauste dopo un essistenza di attese e cammini.

Ogni passo è stato sofferenza

io ti conosco

perchè il polso è intatto

e il sangue

che mi lasci bere

è la foglia sottratta dal bruco.

Il gusto veloce

di un bacio che penetra il mio guscio

scavandosi la sua grotta di sentimento.



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< mercoledì, 27 febbraio 2008 >
Categoria:

[ me and my heart ]

Sopra la città un alone di pioggia

la rinchiude in una bolla apatica

di discorsi e frasi a metà.

Le finestre semiaperte sulle strade

l'asfalto bagnato e il traffico

più in basso.

Puntini colorati su un manto nero

che sfila con le auto verso mete ignote.

*
Lei è lì

la schiena girata verso la luce del mattino

ferma immobile

il capo leggermente chinato

verso il ventre rotondo

e diario di pagine bianche.

Scrivendo con l'inchiostro

sulle cosce aperte simili a strade in discesa

che giungono alla fontana

che d'ogni desiderio è colma.

*
Eva del celestial giardino

è colei che al mondo offre il nudo

girando come ballerina

sulle punte bianche d'un gesso

che piega le dita e indurisce gli sforzi

fino alla prossima caduta.

Tonfo sordo nel silenzio

ma nessun applauso conclude

il suo ultimo respiro.

*
Un cuore argenteo tra i seni morbidi

sfugge al nervoso tratto dell'osservatore

sfiorando la pelle d'alabastro

per posarsi come una piuma

sull'ombelico,

forziere di baci

dove la saliva corrode ogni distanza.

*

Nell'attesa del colpo

dispiego le carni

su tacchi a spillo rossi

senza guardare quanto profonda sia

la tana del Bianconiglio.

Solo respirando aria

e cenere

dalla stanza che diventa

improvvisamente

una fornace di confusi sessi.

*

Negli echi distorti

delle canzoni

ha palpitato quest'organo

nel ricordo di qualcosa

che non c'era.

Un rosario di minuscole speranze

da spezzettare prima di dormire

sotto il cuscino

per il cielo muto

e gli angeli,

che si coprirono le orecchie

pur di non sentire

il canto d'addio

della ninfa Calipso



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 07:30 .::. commenti (57)
< domenica, 24 febbraio 2008 >
Categoria:
Titolo: R-Evolution

[VidoGift by AtomicAlba.]

"you know where i come from

Where the worms are

where the roots are

Now who smoked your last cigarette?"

Aspirando bene il fumo in gola

tra le pareti annerite del palato

poi più giù in fondo

allo stomaco

groviglio rosso di nervi.

Ritorto contro l'impulso contrario ed esatto

di respingere la linfa

e farla esplodere lontano.

Non lì.

Non adesso.

*

Ho omesso le parole che dovevo dire

fissando un punto nel vuoto

tra i grattacieli e l'assenza.

Invisibili scie d'aerei

nel blu profondo.

*
I miei occhi rimangono asciutti

duri come la pietra

incavati nella terra come le piramidi

bruciate dal sole del deserto.

Assenti.

Di vita propria.

*
Sento ancora il tuo respiro,

usignolo senza canto

nel selvaggio giardino del sonno.

Imprigionando promesse nei pugni chiusi

di lucciole e lanterne

sbagliando rotta

verso est.

*

Adesso forse comprendi

adesso forse riesci a vedermi

..

Il ventre aperto

e il fantastico banchetto di bianchi vermi

che staccano le vene dal collo

in un silenzio sacro

di cenere e bambole svestite.

Come mille lampade puntate

su questo corpo

che è mappa geografica d'insulti

e tradimenti.

Contar le coltellate

e scoprirne l'origine

di rapporti fragili come fatui fuochi.

*
Con la barba grigiastra divenni Mangiafuoco

stringendo al cappio

i miei pupazzi.

Le teste reclinate e l'arti immobili

nel canto melodioso delle sirene

sprofondando in Itaca perduta,

seme incestuoso dell'Atlantide che fù

generosa città

uccisa dall'oro.

*
Tra le rovine d'un tempo passato

e l'accartocciati fogli poetici

m'immergo.

Spengo la voglia

soffocando senza spasmi

nel paradiso  di falsa luce

che m'accoglie

e per un istante

c'è solo calore

di madre all'infante

nella culla

che oscillando crea fregi

alla favola bella.

*
Al mutar della stagione

volgo le lacrime a ponente

che la vecchia pelle è ormai consunta.

*

M'hai rubato la sigaretta tra le labbra

coprendomi la voce

rincorrendo il riflesso di noi sul soffitto.

Prendimi.

Senza paura di ferirmi

sai che ho imparato a scalar montagne

con la facilità d'una farfalla.

Prendimi

tra le rapide della rabbia

e le cascatelle delle mie risate.

Prendimi per sempre

portami con te

ed io ti seguirò

dovunque andrai

sarò l'ombra dei tuoi passi.

Non esisterà perdita

ma solo infiniti ritorni.

*
E al calar della notte

stringimi

che

 due braccia addosso

son l'unguento per ogni mia ferita.



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< giovedì, 21 febbraio 2008 >
Categoria:
Titolo: Cold Embrace

"Era l'odore muschiato della prima puttana nel cui letto avevo sfogato la mia passione.

Era la cacciagione arrostita dopo giorni di fame invernale.

Era odore di vino nuovo,di mele fresche,dell'acqua che scrosciava dal ciglio d'una cascata in una giornata afosa,quando tendevo le mani per berla a sazietà.

Ma era incommensurabilmente più ricco,quell'odore,e l'appetito che accendeva era infinitamente più acuto e semplice "

.

L'unico rumore in una notte d'estate

che ricordi con perfezione strabiliante

è il suono d'un piano

che si leva salendo al cielo

verso il firmamento

a colorarne di porpora le punte.

I tasti premuti con grazia

uno ad uno in una sinfonia

che sfiorava i miei contorni

come avrebbe fatto un sapiente amante

percorrendo con il palmo

ogni centimetro della mia irrequietezza.

*

Un colpo d'aria gelida sulla schiena

oltre la bordatura dorata del vestito

*
Nei giochi della memoria m'appare ancora.

Un pallido giovane dalla dorata chioma

di mille soli increspata

come quando il primissimo raggio colpisce i campi

di grano pronti per la mietitura.

Da sapienti mani reciso

per poi esser cibo e giovamento.

..

Non fù questo che in lui scorsi

bensì un romanticismo tragico.

La greca statua della testa mancante

che cercava nei miei visionari attimi

un doblone girato

che fosse eternità.

.

In un danzar di candele

il morso pendeva tra noi

come una scure  sul collo

del condannato.

Potevo quasi sentire l'odore della polvere

macchiata di porpora

e gli sconfinati pendii

che m'avean relegata tra le ombre

la più dissimile.

*
In un oblio estatico scrissi per ore

la mano girava da sola le pagine

sferzando l'aria.

Ero la guerriera col pennino impugnato

e a niente sarebbe valso un plotone

già schierato

per la mia morte

sarei comunque vissuta

oltre la pallottola che perforava lo sterno.

Sarebbe stato il trionfo

d'una sola parola

al compimento

d'un libro ignoto.

.

La porta della mente

si sa

è cosa inesplorata.

Tuttavia spinsi  nell'onirico

ogni dubbio

succhiando le gocce di sapere

che m'eran state donate

in un bacio senza labbra alcune

da quel Dioniso biondo.

*
Eravam muti

e se ci avessero visto

sarem sembrati fuori di senno

eppure senza parlare

vidi il suo nome tra un ricordo

e un violino

lucido alla fioca luce della luna.

*

Lestat

*
Come ti chiami straniero

occhi celesti come lapislazzulo

che l'egizio faraone scelse per il lungo suo viaggio.

Dimmi.

Qual'è la tua storia

leggenda o fantasia

narrami dunque il fatto che fù

almeno una volta

sussurrami

*
Tra le smorzate grida

cherubino caduto

da un cielo perverso

hai ottenuto il tuo riscatto

accogliendo sul tuo petto

l'ultimo respiro .

Rubando al candelabro del giorno

i ceri biancastri

per il tuo sonno.

*
Dormi ora

vegliato da queste mie mani

che furon vergini

anche tra le salive di avventati uomini.

Cullato  della canzone del silenzio,

solo questa ho da offirti

oltre alle carte ammuffite

da anni di declino.

*
Lontano da me miglia e miglia

immagino il tuo sorriso

tra tutti il più umano e reale

Sulle tue labbra perfette

insegnami a coronar d'incenso

il mare perlaceo dello strumento

che del diavolo è l'arpa.

*
Con un laccio ho richiuso il diario

lasciandolo ai tarli

nel calore svanito delle ferite,

le poesie

che ancora t'ingannano

dal tedio.

*

Per l'angeli che mai vedranno

le nubi dal basso

tra malinconia e consapevolezza

d'un mondo

che tu soltanto hai bevuto

senza diventar stolto tra gli stolti.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 07:43 .::. commenti (59)
< lunedì, 18 febbraio 2008 >
Categoria:
Titolo: Still life.

I hurt myself today,
to see if I still feel.
I focus on the pain,
the only thing that's real.
The needle tears a hole,
the old familiar sting.
Try to kill it all away,
but I remember everything.

What have I become?

.

Un finale perfetto.

Che non facesse troppo male

nel saluto ultimo

quando ti volti e vedi solo il vuoto

la strada deserta con l'odore di benzina sull'asfalto

chiedendoti se mai tornerà

quel brivido sulla schiena.

.

L'ho cercato tra le pieghe del lenzuolo e la finestra aperta

l'odore di magnolia e la tempesta di vento

che ha fatto cadere la foto dal piedistallo di falsi silenzi.

Un piccolo spasmo che ricadeva nell'accordo

stilato con me stessa .

Senza perdono

per i tagli scomposti sulla plastica.

*
Uno squarcio che divideva in due i cieli

emisferi paralleli

per un'occhiata soltanto.

*
E' durato per ore quel dolore

come se esistesse solo il neon

e il resto fosse soltanto polvere.

..

Una scatola quadrata

con i bordi sigillati.

Avevo lasciato al tempo

la saggezza per spiegarti

quel biglietto

le incomprensibili parole che avresti letto.

.

Ogni libro ha la sua storia

e i personaggi sono come Claudine

intrappolati nel loro palazzo giallo ocra

a guardare per una vita la finestra di fronte.

Il ragazzo con il giubbotto blu

che esce sempre alla stessa ora

e fuma sul balcone quando piove.

*
Mi innamorerei di te se ti vedessi

ma già conosco chi sei

dall'odore che emani

fiore di loto dischiuso

divertimento ipnotico

di anime selvagge.

Le mie dita ti afferrano le emozioni

come se avessero paura di smarrirle

e tornare a nascondersi

nei guanti del silenzio.

*

Ero solo un punto

alla fine della frase.

Un infinito negativo

tra il nero e il niente.

Disintegrandomi

lentamente

ma in modo talmente sottile

che potresti confonderlo con l'egocentrismo

questo mio darmi senza sconti

al  posto giusto

corretta con la mia etica

di libertina.
Cangiando solo cappello

alla festa del gran Sire

mentendo ad ogni spoglia

la mia vera entità

di falene che sbattono le ali frementi

al vetro

annaspando per l'aria che manca.

*
E' sempre troppo poco questo universo.

Ne ho sempre voluto di più

Ancora

e più a fondo

credevo fosse un atmosfera cancerogena

il solo sopravvivere

alzando il capo giusto per prendere nuovo slancio

e poi nuotare di nuovo.

*

Dolcissimo epitaffio

di quest'ultime righe

buttate come semi

in un ventre sempre gravido

a scandire il mio tempo umano

sospeso

tra essere e divenire.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 18:05 .::. commenti (52)
< venerdì, 15 febbraio 2008 >
Categoria:
Titolo: Ray of light

Vestita solo di me stessa

ho aperto le mie porte a questo nuovo giorno

col sole sulla fronte

il tremore nelle mani tra le canzoni

e il paesaggio assonnato fuori da un finestrino.

Ho preso a pugni le paure

ed i ricordi di un anno fa

uccidendo per sempre quei flash

di una panchina,di una scala mobile

che,all'apparenza

erano semplici oggetti senza significato...

*

..

ma così grande è il mio cuore

e così sconfinata la mia memoria

che cataloga ma non cancella del tutto

soprattutto se quei rifiuti scomodi

avevano inibito queste mie protezioni.

*

Ritornare sui percorsi già noti

voci calde e un abbraccio che ha portato via

una lacrima di Febbraio

tra il caos della gente

e l'urto con il cielo azzurro.

Il tendone che si spalancava

e con gioia,ho trovato calore.

Un trapezista che sulla lingua custodiva i suoi segreti

tra i mazzi di carte e i bicchieri in equilibrio

mi ha parlato con intimità

quasi fossi il suo diario

sorridendo a me.

*
La libertà

di una risata

non sentire più dolore

dimenticando quasi,i miei errori

mano nella mano al mio doppio.

Questa senzazione di calma

di fluttuanti discorsi

tra speziati sapori

e la leggerezza di una piuma

che continua a soffiar favole

ai nasi ,all'insù rivolti.

*
Giunge così la sera

luci lontane,case amiche e nemiche

sfrecciano veloci davanti ai miei sguardi stanchi

Disegni elementari di un qualcosa

di familiare che ti tenga nascosto

al mondo,

il forziere di mattoni

per quelle gemme

di piccole cose,racchiuse dentro.

*

Sulle spalle oltre questi neri capelli

ho due cicatrici delle ali che un dì

m'ornavano la schiena

blu cobalto si ergevano come una madre

sul mio corpo.

Ero un feto debole

e se non l'avessi avute sarei precipitata

in un oblio infernale

per mai più tornare in superficie.

.

Incorniciata è l'immagine

ferma

 ne tratteggio i contorni con una matita

indelebile

tatuaggio sul polso

di rovesciati occhi che mi fissano

e nel buio

accarezzano piano

il mio cuscino

con le indurite ciglia

annullando ogni solitudine.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 20:54 .::. commenti (36)
< martedì, 12 febbraio 2008 >
Categoria:

A rallentatore t'ho sentito tornare indietro

percorrere scalzo,le scale fino a me.

T'avrei concesso altr tempo per spogliarmi

dalla camicia di giorni esaltati

al filo che teneva unite come due chiemere

le gambe al busto

attaccate  per caso

da uno scultore sbadato.

Ha dimenticato il collante

che sapeva sciogliersi colando

sulla tua lingua

che sfilava leggera nell'interno per assaggiarmi tutta.

*
Quel frutto amaro di Maggio

raccolto nella prima neve dei mesi

conservato sotto teca

per gli sguardi

curiosi

della gente

vogliosi di protezione

anche loro appesi

alle incertezze diurne.

*
T'ho girato di schiena

come avrei fatto ad un manichino

incidendo un calendario di luna

sulla tua pelle

sudario eterno di queste lacrime che non sgorgano

perchè bucate da aghi

che m'aiutano a sollevarmi

e sembrare sempre altissima

irraggiungibile.

..

Sapessi che gioia è per me

trascurare le muraglie e concedermi

per istanti che durano ore

il languido perdermi

nelle braccia altrui

conoscendo così bene il sapore

della vittoria facile

per coprire le buche

tra le grida mute.

*

In questo spazio

che circonda le parole

sacrificandole al loro destino

esiste ancora il silenzio

che non scalfisce

e s'addentra nella gola.

Liquida essenza

la maschera di ferro che indossi

nel tedio delle giornate

tra gli umori delle cosce

e la scioglievolezza di un sorriso

neanche tanto forzato.

*

Did you forget to take your meds?

*

Bendata al solo tatto

ho leccato le gocce di brina

gustoso acciaio fuso

di psichedeliche lampade

hai acceso la mia passione.

Scivolando su di te per far crescere

il desiderio d'avermi

velocemente

e neppure un bacio al sapore d'ambrosia

ti sarebbe bastato.

Premevi contro le mie difese

come i fiumi,le dighe

per poi concederti

in ginocchio

ai miei istinti

di cannibale.

*
Ritratti veritieri

di due corpi disfatti,

alle prime albe

già svaniti.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 18:10 .::. commenti (43)
< domenica, 10 febbraio 2008 >
Categoria:
Titolo: Rimani qui.

Di muti  suoni ci nutriamo

nel mezzo del nostro insoddisfatto stomaco

una pietra che ne blocca i movimenti.

Istantanee di queste ferite

profonde

che non vedrai.

*

Nient'altro che spiragli

questi baci desiderati e mai avuti

un battere di tastiere senza corde

per incedere nel mio regno d'estasi.

..

Lasciami vivere di un tuo sospiro

quand'anche l'aria sarà svanita

lasciando il posto a tele bianche

e colori senza ricordi

Solo un minuto

di violenza

regalami.

*

Col fiocco e la carta azzurra

un cuore

che batta doppiamente

senza indugi

per me

e per te.

*

Ho nella bocca il requiem.

Sei minuti sono abbastanza?

Per cercarti e sollevarti dagli affanni

ed io so che ci sei

quasi le nostre dita si sfiorano

e solo un grigio pallore

ci divide

i momenti.

Fendendoli come la più antica spada.

*

Ho vissuto a ritroso l'infinità dei tempi

arrivando alla tua nascita

quand'anche i girasoli eran gialli

e si lasciavano ritrarre ,

simili a perfetti modelli.

Come potevo io toccarti

o immaginare

un tuo sguardo solo a me

rivolto?

Schiava della carne

ho posseduto la cenere del nostro fuoco

gelosa delle scintille che ancora mi dava.

*

Se chiudo gli occhi

abbassando,come un sipario,

le palpebre

vedo l'abbraccio dei sensi

sciogliersi

per noi

e non è la mancanza che mi logora

ma il ricordo di ciò che fù.

*
Stringimi nell'Ade amor mio

ai corpi celesti giungeranno le nostre

stille

per questa missiva senza cartiglio

che stringo come tesoro

al petto

bramando tutt'ora

il tuo ritorno.

Su argentee galassie

a riscoprirmi

viva.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 08:12 .::. commenti (44)
< venerdì, 08 febbraio 2008 >
Categoria:

"Oh how I wish
For soothing rain
All I wish is to dream again
My loving heart
Lost in the dark
For hope I'd give my everything
"

In ogni notte v'è la fine di qualcosa di precedente.
Un sogno,un incubo,qualcosa che ben ricordi.
E' ancora appiccicato alla pelle,non senti?
Un vapore denso che attanaglia i perchè
come sassi da tirare lontano
oltre il limite dello sguardo.

*
..Se avessi un cuore
credo,
che si romperebbe adesso.
In mille pezzettini luccicanti
sul pavimento
e a nulla servirebbe riattaccarli
uno ad uno si staccherebbero
ritornando pedine senza scopo.
*
Guardo da quassù la città prendere vita in questo ennesimo giorno,
il profumo di coloro che cacciano e non sanno
d'esser prede ambite.
Mi gira la testa se annuso troppo intensamente
quest'aria malata
consumata da battaglie e guerre
dove nessuno vince mai.
Cammino ad occhi chiusi in bilico
tra il cornicione e il traffico più in basso.
Ha una sensazione d'infinita quiete
il vuoto.
Ricordo la prima volta che aprii le braccia
e caddi
senza graffi
sulla terra bagnata di pioggia.
Immagino sia stato quello il mio
momento felice.
*
Dopo, il niente
il tempo che passa e non mi sfiora
i concerti,l'arte,i musei
E' tutto qui il mio niente
un cumulo di polvere in ville diroccate
che se potessero parlare
narrerebbero la mia storia al contrario
partendo dall'inizio
parola per parola
la mia fine
intessendo la ragnatela dei fatti
che ora
non ho forza di ricordare
*

All'alba i sogni,
lo sai
muoiono.

*
Mi riparo dal sole
perchè non veda
che a niente vale la vita oltre la morte
se non hai qualcuno
di veramente speciale da svegliare.
Re Artù aveva la sua Ginevra
e per lei ha attraversato l'Ade a nuoto
tra gli scheletri..
solo per riportarle la corona e finire il cammino
uniti.

*

La solitudine è la mia penombra
d'un calore che non avvampa
e sgretolandosi porta
malinconia
di schegge d'affetto
Io so..che.. anche solo una carezza saprebbe destarmi
dal coma bianco
con la potenza di un uragano
scuotendo forte il tetro altare
del mio addio.
*
Il buio ben presto diviene coperchio di bara
per me che erro
vagabondando per il mondo
alla ricerca della perla
che contorni con una lacrima
la mia immagine
fredda da troppo.
Nell'assenza di calore però le cose rimangono intatte e perfette
protette dalla patina di gelo
preservandosi agli attacchi del malefico strazio
dell'invecchiare e scomparire.

...

Ora.
Disegna per me una goccia
rigando di nero i tratti
e ad ogni morso che donerò
allaccia le vene all'immenso.
Lì ti troverò
e con me
oltre ogni limite
ti porterò.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 06:36 .::. commenti (53)
< martedì, 05 febbraio 2008 >
Categoria:

I fiumi di notte

somigliano a delle vene aperte.

Il nero che si specchia nella notte

e con un guizzo crea arcobaleni sommersi

per coloro che han occhi per vedere

oltre il velo

e scoprire con meraviglia

l'ennesima sorpresa.

*

Questione di pochi minuti

per tornare nel caos

e non c'è mai tempo abbastanza

per soffermarci e perderci

nel dolce oblio che somiglia

alla più artistica morte.

*

Nessuna maschera per l'inquietudine quest'oggi

questo viso è una crepa

in questo muro d'ossigeno

se solo volessi potresti distruggermi

anche solo

guardandomi.

Non sorprenderti di queste suture

fatte di fretta

senza pensare al dolore

scappando altrove

quando lo spazio si inclinava

e gettava su di me i cocci aguzzi.

*

Helena ha vent'anni

lega i capelli sulla testa

tra riccioli e quell'incoscienza che la rendono bella

e maledetta

con il pennello dipinge il suo interno

lo stomaco vuoto

e le gambe ossute

perfettamente dritte davanti alla luce del neon.

..

Gli anni del liceo

i voti mai giusti

quella scritta sul muro

la vita di sempre.

Sognava di fuggire

con l'amore nelle tasche

e le idee sparpagliate in testa.

L'aveva letto sui libri

che tutto era possibile

da Peter Pan alle poesie francesi

che l'avevano fatta innamorare.

*

Date al mondo un nuovo polmone

per reggere questi nuovi sospiri

nell'attesa di un nuovo bacio o solo

di due occhi addosso.

Voleva essere vista davvero,lei.

Le tele divise

tra sangue e saliva.

*

Faceva l'amore con le sue creature

per poi venderle ad altri

che non avrebbero capito

quanto fosse materno il suo attaccamento.

Sfiorava con la pelle umida i colori

e struggeva sull'inguine i colori

pastello

per un nuovo orizzonte

che sapesse di lei

e non di vuoto.

*
L'orgasmo la faceva ansimare e piangere.

Helena era così

affetta dal morbo incurabile della bellezza

cercava l'arte per far pace con le voci

che le dicevano di farsi del male.

*
Autolesionismo,

aveva sentenziato il medico come una condanna a morte.

*
Spiegare alle stelle

il malessere di un convulso spasmo

soffiando sui ceri

dell'anno trascorso

con il desiderio ardente

di implodere

tra  fuochi fatui

che avessero la consistenza

della tempesta nel mare.

*

Per le vie di una città qualunque

mi sono ritrovata ad ascoltare il rumore

il suono assordante della mancanza

che percuoteva i rami

spezzandoli

e le anime stanche

sbadigliando salutavano il mio arrivo.

*
Helena questo non lo sapeva

l'avrebbe salvata il suo ottimismo

il sorriso dolce sulle labbra

per chiunque le passasse accanto.

*
Ancora la sogno di notte

avvolta in una camicia bianca

col profumo sui lombi

di quel sentire

che solo i morti rimpiangono.



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