< giovedì, 31 gennaio 2008 >
Categoria:

Appendete al chiodo Signori e Dame
quel vecchio orpello che è il volto comune.
Quest'oggi si gareggia in bellezza e sfarzo
bandite sian le zavorre ed i problemi
che affligon l'uomo
in quanto animal di social razza.
Cofondetevi orsù nelle piazze
nei rioni di questa dorata città
che apre i portoni alla festa
ogni anno
puntuale come l'arrivar della mezzanotte.
*
Dipinger le labbra e gli occhi di sgargianti colori
per esser un tutt'uno con la propria maschera.
Travestimenti,inganni e sortilegi.
Il Carnevale non risparmia i bigotti
ma anzi,fa alzar le sottane alle monache
e indignar i cattolici
che storcono il viso a tanta oscenità
seppur ben celata da un aspetto d' inconsueta perfezione.
*
Datemi una risata
un guanto
e farò di voi Re e Regine
della notte che in questi giorni non arriva
e impedisce al sole di frantumare la magia
che danza senza sosta
un valzer di costumi,profumi,
e occhiate furtive.
*
Catturando l'attimo che fugge
intesso di sinfonie,il palcoscenico.
Ed io,poetessa visionaria
indosso la mia immagine dietro ad un ventaglio
aspettando il cavaliere
che mi condurrà alla stesura dell'ultima pergamena
intrisa di musica e parole sussurrate all'orecchio
per poi condurmi,in punta di piedi
al rinnovato giorno
che di splendore
mi disseta.
< martedì, 29 gennaio 2008 >
Categoria:
Di notte per questa strada non gira nessuno
i cani randagi,pelle e ossa e quel vento sul muso
li riconosci subito,hanno gli occhi sofferenti di chi ha visto
e sentito la cattiveria umana.
A capo chino chiedono briciole d'affetto
quelle carezze dimenticate nel disuso quotidiano.
*
I tacchi sull'asfalto fanno un rumore sordo,piombando come massi
nelle pozzanghere.
Piove sempre qui,nessuno ricorda un giorno col sole
forse si è dimenticato di sorgere,chissà.
Dovunque mi giri vedo cemento
vedo fabbriche,nero,catrame.
Colossi senza gambe che austeri osservano il mio passaggio
tra i residui del mondo
dove la poesia non s'arrende e penetra nei vicoli.
Tra la birra giallastra e l'odore rancido.
*
Muri coloratissimi e il sipario che non s'azzarda a chiudersi
perchè l'atto finale non verrà mai
così come la mano a scoperchiar le bare
ultimi giacigli di pace
dopo un lunghissimo tempo di rumore costante
che non ti lascia.
*
In questo solenne grido che s'alza nel nero
conosco l'ignoto
e quel vuoto che ti trapassa
dopo il devastante ballo a due con il reale
si muovon i piedi
ingannando,perfetti il ritmo
soffermandosi sull'inchino
dello sguardo sul costato.
Diagonale di costole e spigoli
d'un interminabile requiem.
< lunedì, 28 gennaio 2008 >
Categoria:

Da bambina vedevo enormi case delle bambole
ricoperte di zucchero e caramelle.
All'interno un microcosmo di finzione e quelle apparenze
che mi parevano tanto sciocche.
Mi sarei data senza nemmeno guardarmi indietro
misurando al millimetro quella distanza tra me
e il cielo
che muto osservava
celeste carico di fredde nubi.
*
Ora la gente getta una moneta sul pavimento e s'avventa
sulla pelle mia di giglio
ignorando i sentimenti
che,timidi,si rifugiano negli angoli.
Leccan con dovizia la schiena
graffiandola fino al sangue
e m'abbevero di sudore
quando poi
all'orgasmo cedo e lascio vagare le gambe sul materasso
agognando un gelo che fermi questa giostra.
°
Sono quell'essere libellula
girandola di specchi
la gemma al collo
il rosso rubino.
T'ammalio per presto tornare tra le magie
e gli inganni del palcoscenico,
come l'attrice più perfetta
donandoti l'assoluto istante di gioia..
di pura gioia ingannevole quanto veritiera.
*
Si scioglie nel manto di stelle
colando caldo sul collo
raggiungendo i seni con un guizzo,
la lingua
esploratrice dei miei segreti.
Sotto la mia gonna d'intrighi
io intesso la tela
regina dei destini che qui
han posato capo e spada.
*
Ma silenzioso è il mio artificio
come una danza senza nessuna musica
che s'apre al mio arrivo
d'archi e pianoforte
confondendo sacro e profano
in una mistura dal sapore dolcemente amaro
Come quando leccandoti le labbra
sazie di limone
ricerchi le mie dita
e nel bacio d'addio sigilli il peccato.
< domenica, 27 gennaio 2008 >
Categoria:
I'm the next step
Waiting in the wings
I'm an animal
Trapped in your car
I am all the days that you choose to ignore
. . .
Le parole delle canzoni ti rimangono in testa
per anni,mesi,settimane
sbattono come una farfalla sul vetro
ansiose di uscire in un canto,o spesso,in espressioni.
Un sorriso,un pensiero che si libera dalla morsa
e scappa via,percorrendo la pelle
fino al centro di noi.
Quel posto piccolo e pieno di bellezza
che tiene a bada le pulsioni forti
il sesso selvaggio,la perversa inclinazione a fare la cosa sbagliata.
*
Sometimes bad decisions are the best decsions.
*
Per un tempo indeterminato fisso il bianco
non il bianco di pixel del monitor di un pc
ma il bianco dell'assenza
della mancanza d'aria
penso sia bianco il colore della partenza
e tutti noi siamo così belli quando ce ne andiamo
come fotografie che non mostrano difetti
nessuno sguardo storto o rossetto sbavato.
Solamente un'immagine colorata,
delle persone sullo sfondo che non si vedono,
una festa,forse.
*
Sulla pellicola è rimasto un insetto,
una coccinella su una foglia,a destra in basso.
Ci sono delle mani che cercano di prenderla,
porta fortuna,gridano
eppure quell'esserino minuscolo balza via,
le ali nere scivolano da sotto il rosso e la portano lontano.
Dove nessuno potrà mai schiacciarla.
*
Ho ricevuto una chiamata di notte
sentivo l'eco della pioggia che scendeva sulla cabina telefonica
di quelle con le scritte e gli annunci
avrei dato l'anima per vedere.
Per avere occhi grandi come il mare
e immergerli in quella visione,reale.
Era così,ed io lo so.
Niente visione elettrica nella mente
ma carne e viscere concrete,
altrove.
*
Credo nella forza che frantuma
come uno schiaffo in pieno viso
ogni mia idea.
Credo in questi voli pindarici
che osano senza indugi
liberi dagli obblighi.
Credo
che ci sia bisogno di credere
in qualcosa
che sia la parola o il sangue
lo stomaco o la mente,
prima di spegnerci
e lasciare la fiamma ad ardere
in un ossigeno contaminato.
***
Muoversi sempre e fino all'epilessia
fino all'immobilità degli arti.
Solo allora,alla fine della danza
potrò dire di essere morta
ma finchè ci sarà bellezza
rimarrò senza mai dormire
per non perdere neanche un istante
di questo impazzito girotondo.
< venerdì, 25 gennaio 2008 >
Categoria:
mi manca.
mi manca talmente tanto che tra le lacrime non credo di saper/poter respirare.
ripenso agli anni passati,ad una versione di me vecchia
impolverata.
questo amore che c'era,che volevo,che desideravo e che invece
ora
non c'è.
Non c'è parafrasi per quando ci si sente soli
quando vorresti che la tua migliore amica ti stringesse
e lei è lontana.
Quando ogni difesa salta e ti senti la dodicenne che scrive sul diario
quello di carta,e lo imbratta con le frasi colorate.
Mi apro a voi,come fanno i fichi prima di essere morsi
rivelando questa immensa fragilità che mi rende così umana
così viva,
e non sempre esserlo è un granchè.
*
Pensavo al tempo che è passato dall'ultimo bacio
quello dove le labbra tremano e hai le farfalle nello stomaco
perchè è proprio speciale,pensi
perchè moriresti per poterlo fare sempre
senza mai smettere.
Ammetto le mie colpe,il carattere poco docile
ma ognuno ha diritto alla sua dose di tenerezze,non trovate?
*
Ho bisogno di coccole
di qualcuno che mi dia una ragione
e leghi per sempre l'aria alla terra,
il fuoco ,all'acqua.
Ho bisogno di un contatto ravvicinato
di un ti voglio bene sussurrato
di una notte di miele.
Solo per me.
Solo per questo cuore che a volte,come adesso,vacilla.
*
Come vedete
anche i samurai,cadono
e quando l'armatura si spacca
si vedono tutte le cicatrici.
I segni di un dolore che
malamente tentano di nascondere
per regalare agli altri la luce
negandola a loro stessi.
< giovedì, 24 gennaio 2008 >
Categoria:

Per il massacro ho scelto da mesi la soundtrack precisa.
Nei primi minuti c'è silenzio che spacca i vetri dell'auto
I sisters of mercy,ago in vena di speciali promesse.
Non l'avresti dovuto fare
non avresti dovuto guardarmi così
non c'era pena nei tuoi occhi
solo solitudine e infinito smarrimento.
Come quel cerbiatto nel bosco
ricordi
la testa sulla pietra bianca
ricordi?
la bocca semi aperta in un grido strozzato
il rivolo d'acqua che dissipava
le correnti d'aria
in ricercati santini.
Un dio di plastica allargava le braccia a me.
*
ha cuore di panna montata questo cliente nuovo
paga in contanti
le banconote impilate
precise
di chi non ha bisogno di chiedere.
Dà e ottiene
senza troppo sforzo
ed io che prego senza fiatare
non ho mai piena consapevolezza
della vittoria
come se sfuggisse
via,lontanissima.
*
é la condanna che porto cucita addosso
a rendermi speciale
la corda che m'appende all'ingiù
incarnando una perfetta carta dei tarocchi.
Gli amanti che non possono toccarsi
a lungo si guardano
potente desiderio
scioglie i nodi,distruggendosi.
*
Soundtrack for your escape.
*
Ho ricevuto la comunione mentre eri seduto sulle panche
guardavi in alto il cristo
le costole e le caviglie
avresti voluto baciarmi,lo so.
ma c'era un aria sacra in me
non volevo rovinarla.
-
Siamo partiti ed era buio
percorrendo a piedi il limite del sonno
confondendo le prime albe
la testa sulla tua spalla,
quelle carezze.
Ricordi?
°
Il cielo azzurro nel bicchiere
fino all'ultima goccia di noi
quello che rimaneva
quello che volevo,rimanesse.
Dire mi manchi quando eri a pochi passi
chiuderti in una scatola
per ritrovarti quando l'aprivo
l'avrei stretta a me come un orsacchiotto
se ti fossi accorto
*
Per il massacro ho scelto da mesi la soundtrack perfetta
dodici pezzi per due ore di assenza.
Colmando gli spazi bianchi nei miei silenzi
finalmente,
e scoprire che non c'era niente da cercare
a parte la via giusta per risalire.
*
Guardami adesso
sarò il tuo ultimo ricordo.
< martedì, 22 gennaio 2008 >
Categoria:

Con umili mani m'accingo a parlar di voi
Sovrana,
insozzando pagine bianche con i miei vaneggiamenti.
Col tempo son divenuta fragile preda di parole ingiuriose
e varie risate
ma voi,
vi stagliate altissima contro il nero di quest'ennesima notte.
Bianca.
pallida Dama in questo circo d'acrobati e Vestali del dio Fuoco
Discinta con solo la luce a coprirvi le carni
e così del vostro pallore
mi cibo
bendata,scrivendo.
*
Oh luna
che fate squillar l'acque di passione
volgendole al mare
in un tumulto fragoroso.
La vostra immagine m'arriva chiara e completa
dalla finestra
mentre la mia mente vaga altrove
in un tempo passato.
Danze accanto ai falò di streghe e demoni alati
per le vostre leccornie
di noi tutti
dannati.
*
Dal medioevo alle più remote epoche
tutti parlan di voi
sposa delle tenebre più fitte
e madre consolatrice dei cuori trafitti
della luminescenza fate dono
a coloro che han perduto la via
conducendoli sicuri in porti protetti.
Dalle famiglie riunite e nel calore di una casa.
*
M'inchino padrona
son la serva e la figlia,
l'amante.
La prima e l'ultima.
Sebbene i milleni sian passati
rimanete la più bella visione che i miei occhi si siano beati di guardare
così fredda,glaciale
nello stagliarvi muta
sopra le miserie umane.
Avete fatto compagnia agli omicidi
nelle serate di calura
accompagnando la mano sul pugnale
suonando melodie arcane per i lupi
e le creature che nell'ombra trovan ristoro dall'inizio dei tempi.
Respirando finalmente a pieni polmoni,
al sicuro.
*
Dorato calice di vino denso
profumato di fiori.
Campanule e viole che al vostro arrivo si aprono
sciogliendosi d'ardore.
°
Custode della chiave dell'amore che si consuma di notte
in sontuose stanze
su letti di broccato
o in un casolare abbandonato.
La suora dalle morbide forme
che cela tra i seni la risposta alle domande
e gode nell'attesa.
Quel silenzio eloquente
che precede l'amplesso della verità.
Rimanete ostile alle lusinghe
ai complimenti dei profani
senza scomporvi mai
arroccata in un tempio di lacrime d'amante
e infiniti lamenti.
*
Non sentite la mia preghiera?
le mie parole vorrei arrivassero ai crateri
scuotendoli forte
vacendovi vacillare.
E' il vostro bacio che bramo da sempre
un toccar di labbra fugace
ma rovente come ghiaccio fuso
sulla mia pelle.
Perdonate l'avventatezza ,
sulla pergamena getto pezzi di me
della mia vita scomposta in tasselli di mosaico bizantino
e provo a ricostruire con fatica
le errabonde gesta
affinchè possa,un dì,narrarle.
°
Non scendete mai quaggiù Regina
c'è dolore e stoltezza tra gli uomini
che osservano il dito
e quasi mai ciò che indica.
Vil denaro e avide bestie
è questo lo scenario.
Perciò continuate pure il vostro riposo
vegliate le arterie
seduta tra le stelle e il firmamento
a custodir intatti
i filamenti della mia duplice faccia.
< lunedì, 21 gennaio 2008 >
Categoria:
Ho abbandonato la terra
triste m'appariva delle foglie spoglia
come un ramo di salice
piagato dalla neve.
triste presagio
mentre il remo s'incagliava nell'alghe
e nel fango rimaneva.
Dormiente,arenata ad una logora corda,
la barchetta di carta e sassi.
*
Lanciavo lontano
i miei sguardi
ma ritornava a me il respiro.
Alito tiepido sul vetro
in fretta scompare
tra gli arcobaleni dipinti
da invisibili bambini su un telo di seta.
.
Violino elettrico per queste mie ansie
accartocciate come tra le fiamme
scoppiettando rumorose
al quieto silenzio della mezzanotte etilica.
Un sorso d'assenzio
e intorno più niente
solo un sospirare affannoso
tra gli sterpi e le serpi
di quest'alba insonne.
< domenica, 20 gennaio 2008 >
Categoria:
TI voglio bene"
..
ti voglio bene anch'io "

Osservo il tuo viso da un monitor rileggendo le tue parole
così bella
così fragile
così preziosa
Non sono brava con le persone,non so come ci si debba comportare spesso
come un riccio,mi apro agli altri con i miei aculei
sperando che qualcuno mi capovolga
riuscendo ad accarezzarmi la pancia.
Morbido,tenue meravigliosamente caldo,tocco.
Tu sei lontana ora,sotto un getto d'acqua
la testa sulle mattonelle che immagino color pesca.
Non una pesca qualsiasi
una pesca che ancora è sull'albero
succosa,che odora di corse nei campi
col fiatone e i sorrisi appesi alle ginocchia.
*
I graffi degli anni che tu porti io li vedo benissimo
sono fluorescenti al buio
brillano di quello che sei.
Un immenso brivido ti donerei
quelle speranze che spesso non trovo neanch'io.
La bellezza che vedo,che sento,a volte mi uccide
la sento ronzare in alto,sul soffitto
aspettando che io sia girata per colpirmi.
Quel gesto è amore.
*
Non piangere Principessa
non piangere più
che alla fine finisco nel pianto anch'io
come ora
e queste goccioline trasparenti le lecco con la lingua.
Salate,come il mare
come quando,da bambina,provavo a sentire le congliglie
e il fruscìo mi ricordava le onde anche in inverno.
Fioriranno vedrai le camelie
le rose
e i girasoli
in un campo di morti sepolti
darai tu il nome alle sconfitte
ai giorni buttati
alle sigarette fumate col rimorso dentro
Solo tu.
Ma non sarai solo tu
ci sarò anch'io
perchè anche se non mi vedi,sono con te.
*
Queste mie mani
prendile
queste mie dita
stringile
queste mie parole
leggile
sono per te.
*
Sei un samurai
una fenice
un dipinto di Van Gogh
un orecchio in una busta.
*
Cercherai le storie da raccontare
i più piccoli frammenti di te
così tenera,così bambina.
Mia Peter Pan
non crescere,ti dico
ma rimani sempre il mio amore
il mio innocente amore
che ha saputo ricordarmi
quanto è splendida la vita con persone così accanto.
*
Tu sei il mio amore.
< sabato, 19 gennaio 2008 >
Categoria:

[ my fingers,my boobs and i]
Ad ali spiegate in questo turbine di volti che non riconosco
mi fermano,per i polsi cercano di tirarmi via
le sabbie m'avviluppano
come mostro marino,le carni.
Son vani gli sforzi
scivolando quieta contro gli scogli
e non fa più male del previsto.
Togliero i punti con i denti
liberandomi.
*
But tears don't fall.
*
con la luce costante negli occhi
credevo di poter saltare
in quella linea sottile tra coscienza e coma
lucciole nelle mani chiuse
avevo paura di perderle
di perdermi
senza quel cuore caldo che batteva per me sola.
Ho freddo quando scompari
di colpo ogni unguento svanisce
rimanendo sola con queste voci.
Sibilline,si insinuano nei pensieri,
facendo crollare quel castello che ho costruito
con non pochi sacrifici.
*
your tears don't fall
*
Imprimere il sole nelle iridi
un costante cerchio quando guardi qualcosa
rinchiuso tra due occhi
e il desiderio di non averli.
fantastici giochi pirotecnici
dal cilindro
e nessun'altro coniglio da mostrarti.
Le magie non esistono
sirene calve
mostri della mente.
*
Il richiamo del sangue è forte
sono una creatura cannibale
sento l'odore della carne a grande distanza.
Suadente mi muovo,sulla terra,
simile al boa
imito la sua danza
portando morte nei canini.
- Stop -
La macchina arriva al posto stabilito
L'alba ci trafigge mentre esco.
I tacchi tremano sull'asfalto bagnato di afa estiva.
Adoro il Texas.
Bevo di fretta
Sbrighiamoci,dico.
Le banconote nelle tasche
un accendino,una caramella alla menta.
*
L'arrivo del temporale mi scuote.
Sento ancora i pneumatici sul nero della strada
alcune grandi città scorrermi davanti
per quanto ancora riuscirò a resistere?
Fermo la musica,
mi stendo a terra.
il mio corpo come lo stelo di un fiore.
Reciso,pronto per il vaso.
*
and
Your tears fall.