< martedì, 30 ottobre 2007 >
Categoria:
Questi giorni dei morti
dei morti dietro alle lapidi
dei morti lasciati distesi come panni al vento.
Camminare lenta sul sentiero bianco e venire da te.
Come un appuntamento galante con te
uomo della vita mia.
Con te che amo e che non dimentico.
Come potrei,adesso fingere che sia tutto uguale?
Indosso una felpa,i capelli sciolti sulle spalle
il trucco pesante come una stanca puttana
osservo la vita accompagnarmi in ogni dove.
Soffiarmi sul viso speranze ancora intatte.
Devo pensare alla vita
scusami
devo pensare a me
quindi scusami
in anticipo.
Parlo con te sussurrandoti
la mia testa come un palloncino troppo gonfio
che sta per esplodere.
Parlo con te sempre e solo di me
di mia madre,di Robi.
Come stai?
Sei felice,almeno tu?
Non avrei voluto scrivere niente
e mi ritrovo con una stupida canzone in testa
a digitare parole sul bianco.
Quest'aria che non vorrei respirare
perchè non è inquinata di te
e del solo respiro che bramerei avere.
Ti auguro un buon compleanno
perchè non amo ricordare che eri legato a me anche nei giorni sul calendario
per questo invento date
ricorrenze tutte mie da celebrare
tralasciando quelle tradizionali.
Sono nata a Giugno io
in questo pianeta ho vissuto decisamente poco
ma già ho capito che nulla di ciò che speri si avvera.
Con che coraggio posso io far nascere un figlio dal mio corpo?
Con quale cuore,mi chiedo?
Arrabbiata con tutti
me lo son sentita dire da ogni persona
arrabbiata con il destino
con le coincidenze che rovinano tutto.
Con le incomprensioni e il tempo
che non ho avuto per poter correre veloce.
Regalami le ali
le ali di gabbiano
per volare oltre l'orizzonte
lontanissima.
Mi staccherò come foglia dal ramo
pian piano cadrò
sulla terra
come carezza morbida sul telo di passi.
Questi giorni dei morti
affollati di storie raccontate di fretta
di parenti e amici
di giovani e vecchi
io li respiro.
Non li rispetto
perchè la morte per prima non ti guarda in faccia.
Li guardo putrefarsi
bramando anch'io un viavai di vermi sul corpo
a intarsiare trame d'incanto
su questo incauto rifugio
di corvi e spettri.
Diamante,al centro dell'organo pulsante,rimani.*
< lunedì, 29 ottobre 2007 >
Categoria:
Hanno detto che le mie sono parole tristi.
T r i s t i.
Ho riflettuto sul significato di questa parola.
Triste.
Ha odore?
Puoi forse racchiuderla in una boccetta e farmene bere un sorso?
*
Hanno detto che le mie parole sono tristi
Voci confuse distorte
come mai non sorridi?
come mai ti nascondi dietro buffi travestimenti ?
Dicci,perchè.
Echi fortissimi
come un amplificatore nel cranio
ad esaltare le mie paure.
I miei scheletri nell'armadio da sempre.
Allargate bocche di acuti canti.
Schermi che riflettono il mio viso
scarabocchi neri e solissimi
nel loro star quieti al vetro.
Come un graffito
un epitaffio che dica parole dense d'amore.
Queste mie
folli parole.
M'inginocchio come da bambina
sul legno delle panche
pregando affinchè io non diventi ciò che sono
e che a tutti io nascondo
come fossi immonda bestia.
Lugubre visione nel tedioso giorno estivo.
Congiungo le mani
allineati soldatini pronti per l'esecuzione.
Lo sguardo al cielo alzato
verso colorati riflessi
che su di me risultano come immagini di film in bianco e nero.
Conosco già le battute
e odio
non ridere più quando qualcuno inciampa.
Porto negli anni che si susseguono
come pagine d'un libro,
la mia disperazione.
Continuando comunque a reggere il peso
che s'aggrappa fremente alle arterie
senza lasciarmi tempo di respirare
di dire anche solo
mi dispiace.
Non sorrido spesso perchè non ve n'è motivo.
Sorrido degli imprevisti
delle cose che io credevo impensabili
dei porno fatti male
delle stranezze della natura.
Lascio le mie labbra sotto una teca
intoccate.
Voglio che si alzino come un sipario
solo nei momenti veramente speciali.
Egoista di me
come se mi fossi sdoppiata e tenessi la parte migliore
sotto vetro.
Se la gente sapesse quanto dolce io sono in realtà scapperebbe
diverrebbe pazza
perchè questa mia tenerezza nasce in un deserto che è arido di carezze
di vera umana bontà
impervia come una margherita nel cemento.
Timida e sfacciatamente bella
di fronte a tutti gli sguardi che su di lei si posano
curiosi e sospettosi.
Impauriti da quell'arma carica
pronta a colpire nel profondo.
La mia dolcezza ha zanne che frantumano ossa
e squarciano la pelle di netto,asportandola.
Ora prova a dirmi se le mie parole sono tristi
prova a capire il perchè d'ogni mio gesto
anche quello che all'apparenza sembra banale
ed io già attendo fallimenti.
Dopo anni,sono davvero stanca di sentir sempre le solite nenie
storie e leggende di una me che esiste
ma è solo una delle tante.
Una maschera dentro la maschera.
Copro il volto per proteggermi
per rispettare ciò che sono diventata dopo cure e infette siringhe.
Blocco la mia voce
e la lascio ripartire.
Play and play and play and play.
M'ascolto
e ciò che sento
è viva morte
che pulsa e geme
come un infante dalla luttuosa veste.

< sabato, 27 ottobre 2007 >
Categoria:
"buonanotte amore"
Due parole sussurrate,durante una festa.
Buonanotte anche a te e al compleanno che non vedrò mai
Buonanotte a te e alle tue dita che si assopiranno senza le mie intrecciate.
Non ho avuto coraggio di dirti che stavo crollando
che l'ansia si stava prendendo di nuovo ogni cosa
in modo totalizzante.
Mille cose da fare,mille e ancora mille.
Paura di non riuscire a far tutto,
di deluderli tutti questi piccoli eroi che rendono questa casa ogni giorno meno vuota.
E' come stare ore sott'acqua
sentire il getto freddo perforarmi i polmoni e salire fin sopra le orbite.
Galleggiare.
Il mio sogno di adesso è di galleggiare
fluttuando quasi
sopra questi problemi
questi impegni che mi son sempre sembrati sciocchi.
Cose che io non avrei voluto mai toccare
come la peste.
C'è chi mi ama
chi mi dice che dovrei darmi da fare
chi mi incoraggia.
Guardo immobile,come sull'altra riva di un fiume troppo profondo.
Stringo i pugni
come ogni volta
come quella volta.
come quando salutai un anziana signora ben vestita e scesi le scale di un palazzo antico
e capii che niente sarebbe stato uguale.
Istanti che segnano l'andamento delle nostre vite
e neanche ce ne rendiamo conto.
Stringo i pugni
e l'unghia fa male nella pelle,lasciandola sanguinare un poco.
Forse,avrei fatto meglio a venire a salutarti
a buttarti un maledetto fiore rosso sul petto
invece che rifiutare quell'ultimissimo attimo.
Su un muro bianco la nostra vita.
Giochi di sospiri e grida le nostre
odore di dopobarba
e il tuo rumore.
Il rumore del rasoio al mattino
o la porta che si chiudeva alla sera.
Qualcosa di familiare che ora non ho più forza di ricordare.
Andare avanti certe volte non è possibile.
Si rimane semplicemente bloccati
come robot,
inceppati nel movimento ma fermi.
Si guarda fuori come da una finestra
costruendo qualcosa che somigli ad un mondo per noi.
Per noi soltanto.
Ma la verità è che ci sono pietre che hanno il dovere di rimanere
mentre l'acqua scorre
mentre tutto accanto cambia
il masso deve rimanere lì
a insegnarti il valore dei piccoli gesti
Dei baci dati piano quando inizia il freddo
un abbraccio quando sei triste.
Forse è questo che avresti voluto dirmi
di vivere
di lasciar perdere gli affanni
e respirare
anche a costo di disintegrarmi.
Lascio finire i Radiohead e asciugo le guance.
E' terribile quando ti soffermi a pensare
e quell'unico pensiero ti travolge.
Quell'unico pensiero che ogni volta eviti
e che certe sere
sere come queste
ti manca.
* no surprises please*
< mercoledì, 24 ottobre 2007 >
Categoria:

Quando ho aperto gli occhi pioveva
di una pioggia lenta,ansiosa.
Cadeva sui tetti rossi delle case che vedo dalla finestra.
Minuscoli loculi di vite non mie.
Una tazza lasciata sul balcone,una ragazza dai tratti asiatici che fuma seduta.
Osservo da lontano questi piccoli gesti
frammenti di storie,di emozioni.
Immagino la ragazza dai capelli castani appena dopo la doccia
la pelle liscia dal colore chiaro
un completino intimo da poco,color corallo.
Le sigarette nella tasca dei jeans.
Sorrido di me,di questi flash che passano sul ventre
scivolando tra le gambe portandomi ad un orgasmo di visioni.
Costruisco storie,le intreccio
come pietre colorate al mio polso
coprendo i tagli.
D'altronde son sempre stata più che brava con la fantasia.
Un modo come un altro di costruire ponti con il surreale
che non ha mai saputo stare fermo al suo posto.
Le gambe dritte e il busto eretto.
I piedi allineati e lo sguardo fisso.
Assecondo le mie voglie:
cioccolato,vino,scrittura.
Qualche telefonata gradita,libri da leggere.
Trascorrono così le giornate
in bilico tra un entusiasmo svanito e i soliti pianti.
Statemi addosso
come animali
il fiato caldo sul collo.
Scivolatemi dentro
quasi a sigillare questo patto.
Per il busto uniti
fratelli e sorelle
col filo incisi.
Rimanete immobili
lasciandovi ammirare
come un dipinto lasciato a metà
ma bellissimo nella sua interezza incompiuta.
Completo con la mente ciò che non c'è.
Ciò che l'occhio vieta.
Coprendolo con colori,forme,ritagli di giornale.
Il tuo suardo a destra perduto.
Vorrei sapere cosa guardavi in quel momento
a cosa pensavi tu.
Se eri felice o rattristato.
Farei una foto da appendere in camera.
Una gigantografia del vostro corpo
che mi ricordi di vivere
di lottare,di graffiare tutto questo immobile fluire.
Statemi addosso.
Come fratelli e sorelle.
Stringetemi al petto
fatemi vostra.
La bambola muta che a tutto si presta
I balocchi e le nenie.
Il girotondo e le fiabe.
Sparatemi un colpo
alla nuca
preciso.
Prendete la mira,
cadenzate il passo
Che risulti perfetto il mio cadere
come fantoccio,per terra.
Che sia armonico il mio inginocchiarmi
come una linea curva al tramontar del sole.
Che io sia contorsionista angelica
al cospetto d'un ammutolito dio.
* Ps. grazie per le 10.000 visite.Ogni sguardo un bacio sulle vostre palpebre.*
< martedì, 23 ottobre 2007 >
Categoria:
Sono esattamente l'1.42 della notte o del mattino,fate voi.
La casa è silenziosa a parte i miei singhiozzi.
E' successo ancora,e con più violenza.
Gli occhi bruciano dopo le ultime puntate di Grey's Anatomy.
Ho appena mandato un sms a Jennifer,
dopo questo ho atteso risposta che è giunta come sempre.
Sorridevo,per poco.
Per tornare alle mie care lacrime.
Ho la testa che mi scoppia dai troppi pensieri
IT'S OVER.
IT'S OVER.
In testa una sola
unica
maledetta
canzone.
ALL WE CAN DO IS KEEP BREATHING.
Sento così vere queste parole adesso.
Forse è tempo di un nuovo inizio.
Nuove scelte.
Un cammino totalmente inatteso per me
che potrebbe portarmi in posti nuovi
e forse,migliori.
In questi istanti chi vorrei accanto è sempre lei
lei soltanto
la mia persona
la mia famiglia
la sorella mai avuta biologicamente.
M'assale la tua mancanza
e vorrei tornare da te
prendere il primo treno e farmi trovare alla stazione
con un mazzo di rose bianche
perche' tu
tu
mi rendi unica
mi rendi ciò che sono ogni giorno
tu
mi fai sentire pura
pura come un giglio,
Ed io stanotte,mentre tu non dormi
e fumi lucky Strike ti dedico il mio cuore
te lo lascio come un bambino farebbe con il pupazzo preferito
e si,anche consunto.
Stanotte tienimi con te,come farebbe qualcuno che davvero mi ama
e tu lo fai come io voglio
e ho sempre voluto.
Mi coccoli,mi proteggi,mi vizi.
Riesci sempre a farmi ridere e allo stesso tempo,piangere.
Non c'è niente che io non farei.
Sei tu ciò di cui ho bisogno per continuare,
se sarai con me tutto andrà benone,io lo so.
Sarai il mio lieto fine
sarai quella dimora sicura a cui tornare ogni volta con le ossa spaccate.
Respiro.
Lascio l'aria circolare nei polmoni accartocciando su una pila,l'ennesimo fazzoletto.
Premo il tasto rosso del telefono.
Per me e per te.
Per tutte quelle persone che non mi conoscono affatto
che di me han visto solo una infinitesimale parte che non min rappresenta.
Non sono di nessuno,io.
A parte che tua.
Rimango la donna senza velo
quella dall'abito bianco che si lava le mani con le promesse
quella che tu vorrai veder felice.
Ed io lo sarò prima o poi,forse.
Io nel bel finale non ci credo
chiamalo Karma,chiamale coincidenze.
Mi affido alla musica
alla scrittura notturna
al fumo immaginario di sigarette che sarebbero sadisticamente perfette
e forse avrei bisogno di bere
e fare sciocchezze
per poter ricominciare.
Sono una nave alla deriva
ma dopo le scorribande
io amo venire da te
a raccontarti il mio mondo
mandarti messaggi d'amore saturi.
io amo.
te.
semplicemente.
come solo io e te possiamo fare.
Perchè siamo speciali.

"you're my sister
you're my family
you're all i've got"
< mercoledì, 17 ottobre 2007 >
Categoria:

E s'apre il mio petto
in due come volesse cedere a lusinghiere carezze.
S'apre senza volerlo e la chiave che lo teneva protetto rotola via
con un movimento delicato,quasi da ballerina.
La mia bocca dilatata che lascia intravedere la lingua
e i denti,
piccoli monti bianchi in un pozzo rosato.
Così lasciami
così tienimi.
L'alba trafigge questi silenzi e trova i miei occhi affogati di lacrime
soli dentro una rete di cristallo
che permettono a chiunque di violarli ancora e ancora,
In una vetrina natalizia eccoli lì
guardano i passanti
i bambini con l'orsacchiotto stretto al petto
i capelli profumati di caramella e biscotti appena fatti
quasi ti verrebbe di stringerli sotto il palato
e sapere che sapore ha
la sensazione di spensieratezza.
Quale prezzo potrei dare a queste palline color nocciola?
Quale il prezzo per garantirgli rispetto e intima fedeltà?
Su uno schermo ho visto me stessa
una figura minuscola che mi somigliava.
Aveva il volto con autostrade di trucco sbavato
sulla spiaggia bianca del viso.
Una diva anni 40 che non sorrideva allo sguardo muto dell'altro
stava semplicemente ferma
come una statua egizia nel suo tempio costruito in anni e anni di resistenza.
Se solo tu potessi vedermi
avresti paura del mio passato
che grava ogni giorno su di me come una cndanna
come un foglio sulla schiena che spiega i motivi della mia frequente caduta.
Aprirai le palpebre,un giorno
e mi vedrai in un modo in cui io non sono mai stata
con una famiglia intera che non ho avuto
con una madre che mi stringe
una sorella che mi ascolta quando ho dei problemi.
un padre che mi rimprovera quando faccio tardi la sera.
Ho avuto libertà
treni da prendere
concerti da vedere
liti e poi comprensione
Ho avuto questo ed è stato come lasciarmi sola.
Sola alle mie voglie
sola al mio sentire.
Ha senso,ora,rimpiangere qualcosa che non ha avuto la forza di nascere?
Un bocciolo rimasto fermo in un tempo lontano
impolverato e sigillato da me in una scatola con su scritto"infanzia".
Saro' lì per tutte le volte che ti mancherò
ma tu non mi dirai
troppo legata al" non detto" ,come me del resto.
Quel senso di protezione che ora sento stringermi
quel bacio della buonanotte mai avuto e ora tanto voluto
tornando ad essere solo una bambina dai capelli castani
completamente diversa da questa quasi donna dalla chioma nera e lucida.
Cancellerei gli errori se potessi
ogni piu' piccola ansia
solo per saperti felice in qualche modo.
Solo per dirti che alla fine
non mi dimentico chi sei.
In ogni giorno che affronto
e he vedo finire
in ogni persona che incontro
pralo di me
parlo di te
come uno specchio che spesso preferisco non guardare.
Ho la tua forza dentro
quell'essere leonessa
fuori dalle righe.
Il non cedere davanti ai primi ostacoli
e il senso di sopportazione del dolore.
Ma tu
chi sei?
Parole dure le tue
come pietre affilate
che sai perfettamente ,mi faranno male.
Conosci i miei pianti così bene
che potresti dipingerli su tela se avessi i colori giusti.
Mi chiedo chi sei.
Lontana da te
in un paradiso che tu hai messo nelle mie mani
come un dono al quale non ero pronta.
Un dono bellissimo che ora prende vita e forma.
Sono tua figlia
quella figlia che magari avresti voluto tranquilla senza sindromi
quella che col cervello che si ritrova potrebbe fare qualsiasi cosa
ma,puntualmente non fa niente
per inerzia o per legge di conservazione del potenziale.
Non chiedo denaro o costosi divertimenti
solo quiete
solo una mano sulla testa qualche volta
anche un bacio sulla guancia saprebbe bastarmi.
Così poco basterebbe per calmarmi
per zittire le voci
e far tornare finalmente un aria tranquilla dove poter ricominciare.
Spero solo tu capisca un giorno
prima o poi
tutto ciò che sento
tutto ciò che non ti so dire
per milioni di motivi che forse tu sola conosci
perche' tu sola mi hai vista
tu sola
mi hai fatto male come mai nessuno.
Ed ora occhi miei,chiudetevi
occhi miei
vi prego
chiudetevi e lasciate le lacrime cadere
mentre fuori il mondo raggela.
< domenica, 14 ottobre 2007 >
Categoria:
La testa gira
come se fossi su una giostra che mi sbalza ai lati di questa stanza dalle pareti bianche.
Bianchissime,come un coniglio da laboratorio
gli occhi rossi che sbirciano dalle sbarre.
Ricordi della notte appena trascorsa
poco sonno e agitato da visioni di me
una me tra cocktail e danze sinuose.
Io ancora una volta regina dell'osceno mischiarsi
come un ingrediente sempre giusto
mai scorretto
a questo amaro pasto.
Gli occhi bruciano e lo stomaco vorrebbe solo disintegrarsi
chiedendomi perdono
chiedendomi perchè io sia a volte così sciocca
così paradossalmente vicina all'altissimo
da perdermi prima di giungerci davvero.
Come una strada in salita
dove poi qualcuno o qualcosa
ti rimanda dove sei nato,
nel buio
rantolando sul pavimento,
Simile ad un animale affamato che cerca riparo dal cacciatore.
Il cuore rallenta e poi riparte
frenetico
mentre ingoio alcool e poi musica.
Osservando intorno a me.
volti dai trucchi esagerati
bocche rosse e occhi persi
abiti succinti e affascinanti venditori di artificiosi paradisi
Quanto profondo è il mio inferno?
Danzo muovendomi tra schiumoso rosso
come sangue che sul collo scende
creando contrasti a dir poco fantastici con questa pelle da cadavere.
Dead can Dance.
Dead should die.
Mi manco profondamente pero'.
Mi manco quando barcollando cerco appigli che non trovo
e quella sensazione di delusione ritorna prepotente
a farsi strada nella mia testa non poco devastata da contrasti interni.
Mi manco esattamente come alla nascita
quando esisti ma solo per l'essere che è tua madre.
Tu non sai che sei venuto al mondo
che gia' respiri e che tutti lì vogliono qualcosa da te.
Sorrisi o smorfie.
Una parola anche biascicata alla meglio.
Tu sei lì
indifeso e piangente
e loro continuano a bearsi della tua presenza.
Sei il dono,l'aspettativa ripagata.
Ma nessuno si chiede mai se tu in quell'istante sei felice o,
al contrario
furioso con quel ventre che ti ha risputato fuori
tra sangue e lamenti di un corpo che non senti piu'.
D'altronde è così che vanno le cose.
Si viene rifiutati da subito
e cerchi di emergere
di tirare la tessta fuori dal liquame e farti spazio
anche a costo di risultare egoista.
Giro ancora la moneta.
Testa vivi,croce sei morto
In fondo ho sempre sperato che la moneta rimanesse in bilico
in uno stato di
non vita
e
al contempo
non morte
per poter osservare con assoluto distacco
l'istante presente per poterlo vedere davvero
e poi frantumarlo e restituirlo al catalogo
di brutte esperienze.

"Questo è il mio pesciolino n° 640 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente dl Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà"
( C. Palahniuk)
< mercoledì, 10 ottobre 2007 >
Categoria:

Sono tornata da giorni che sembravano fatti di sabbia
leggeri scivolavano sulle mie dita come fatti di materia eterea.
Come fantasma dagli occhi rubino mi son mossa con destrezza
tra imprevisti e nuovi volti
nuove voci,
Abbracci che vengono insieme ad un bicchiere di vino e tante chiacchere.
Non ho saputo rifiutare
dire no,vattene
e ho offerto il mio petto,le mie guance ad una nuova presenza.
A lei che mi raccontava della sua vita seduta per terra.
Sembrava tutto così bello,fatto di un sogno che non ho osato toccare
forse per paura di imbattarlo con le mie ansie.
Un perenne via vai di ombre e poi di nuovo le luci
che arrivano e devastano
arrivano e divorano
con velocita' e precisione
colpendomi al cuore
ripetutamente
senza mai farmi respirare.
La gola brucia e lividi bluastri se osservati
sono una mappa perfetta di me
dei miei istinti di preda cacciatrice di carne.
Questo io cerco
Questo io bramo.
L'altrui carne.
Lo sbranare inumano di corpi e farli miei
nel sangue sentirli pulsare
come milioni di cuori che battono all'unisono.
Rimangono ricordi e qualche rimpianto
i dubbi su un futuro che non sara' mai
perche' stroncato,abbattuto come un albero millenario
sotto la forza di una sega elettrica.
In quel ronzare frenetico ascolto il grido
dell'amore perduto in letti fatti di speranze ancora vergini.
E così io mi presento al nuovo giorno.
Ammaccata ma non totalmente distrutta
mano nella mano al mio gemello dolore
che mai m'abbandona
ma anzi mi tiene la fronte quando precipito.
Mani che ora tremano
come composte di note
note stanche e vigorose che suonano un requiem.
Guardarmi mentre cado
questo vorrei
e perdermi senza piu' trovare un senso.
Ora che in abissi di cristallo mi specchio
e stento quasi a riconoscermi
qualcuno dagli occhi profondi
dall'altro lato pretende risposte
rispetto,comprensione.
Le mie labbra un tempo erano morbidi cuscini dove appoggiare la lingua
ed ora giardini aridi,vogliosi d'acqua
di carezze sulle foglie ingiallite.
In questo autunno che danza per le strade
in questo cielo grigio gravido di pioggia
in queste strade di intensa umanita' io tremo.
Tremo di nascosto
come a nascondere il mio tesoro da sguardi indiscreti.
Continuando a camminare
e c'e' una tale bellezza in questa cruda realta'
che rimango senza fiato.
Una colomba ferita
le ali spezzate e il cielo negli occhi neri simili a bottoni di catrame
per terra giace
e quasi la vedo riprendere il volo
con fatica,sbarazzandosi in un sol colpo di ogni pensiero triste.
Come lei io torno tra le fiamme
nella terra a volte bollente a volte vuota
nell'aere tra stormi di uccelli migratori
nell'acqua e nella bocca degli squali.
Storpia bellezza
mutilata bellezza
cieca bellezza
sfregiata bellezza
che nel petto esplodi
e lasci la tua scia nella mente
scivolando sulle mani
lenta come il piacere dalle mani di un sapiente amante.
Ingorda e golosa di ogni cosa
di qualsiasi corpo umano
ne assaporo i contorni
beandomi di questa benda che m'e' stata tolta
fino alla prossima onda.
Fino al capovolgimento ennesimo di ogni cosa
fino a rimanere solamente materia di fronte
alla potenza del vero.