< The Bad Twin >
Utente: SilentHell
Nome: Lilium.
Sono tutto e nulla.L'alfa e l'omega.Il sogno e L'incubo. Sono la carezza e la frusta. Amore e odio.Dolcezza e infinita perversione.Una mente atomica.Una mente che mangia con voracita' disumana.Mi cibo delle emozioni.Del dolore e dell amore.Non amo le vie di mezzo.Estremista sempre.Bianco e nero.Sono le mille facce della follia.Sono il male e il bene.L'angelo dal candido manto e il demone che sorride beffardo.Sono la mano gelida che al mattino ti sfiora la schiena e quella calda che alla sera ti sfiora il capo.†


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< Watching the Sky..>

mpi

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< Mie Vene >
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TI.AMO.
SOLO TU.NEL.CUORE.
Il mio tesoro prezioso
Il Ragno Rosso
Zietto Adorato
anima mia gemella.
Amorah MIA.
My Damned Queen
Cronos
linda's life.
Mia adorata Lili..
LeftynoLuv
My Crazy Twin
Mater Lacrimarum*O
My black light
Lika
Ma Petite..
Meravigliosa Sinfonia..
Dark Temple
My Manzo
Esteban..
GiginoGigetto
Mon Cher Marius
.Vlad.
BorderlineDay
Scimmiettina Adorata
Esmeralda*
Musa D'Avorio e Cenere
Dark Temple <3
Tu Ribelle.Tu Nero Angelo
Carne Da Mordere
Mon cher Cartafilo
Luna Di Carne
Lucifero
Queen Of Darkness
PiccinaPicciò<3
Spirit Soldier*
Prince Lestat
*Homecoming Queen*
Violinista D'anime
My sweet Zorba
.Amortentia.
La Bambola di Porcellana
.Puff!..
.Querina*
Sir Starn
.Dark Lymph.
.Golden Pearl
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Musique
..*Miao*.
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Lei la verdissima, l’irreparabile, la rinnegata, la madre infante. Del sofferto soffocato soffio, da piccola riversa trappola, di ventre con i fiocchi addosso all’ultimo, respiro e strappo. Ancora braccia per riportarmi al corpo, all’amore che s’allarga e di spazio mi riempie. Variopinta genuflessa carne, ciò che di te ricerco, è il limite massimo della vacuità dei sensi.
Isabella RivoltaLaCroce
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< martedì, 30 ottobre 2007 >
Categoria:
Titolo: Broken Glass

Questi giorni dei morti

dei morti dietro alle lapidi

dei morti lasciati distesi come panni al vento.

Camminare lenta sul sentiero bianco e venire da te.

Come un appuntamento galante con te

uomo della vita mia.

Con te che amo e che non dimentico.

Come potrei,adesso fingere che sia tutto uguale?

Indosso una felpa,i capelli sciolti sulle spalle

il trucco pesante come una stanca puttana

osservo la vita accompagnarmi in ogni dove.

Soffiarmi sul viso speranze ancora intatte.

Devo pensare alla vita

scusami

devo pensare a me

quindi scusami

in anticipo.

Parlo con te sussurrandoti

la mia testa come un palloncino troppo gonfio

che sta per esplodere.

Parlo con te sempre e solo di me

di mia madre,di Robi.

Come stai?

Sei felice,almeno tu?

Non avrei voluto scrivere niente

e mi ritrovo con una stupida canzone in testa

a digitare parole sul bianco.

Quest'aria che non vorrei respirare

perchè non è inquinata di te

e del solo respiro che bramerei avere.

Ti auguro un buon compleanno

perchè non amo ricordare che eri legato a me anche nei giorni sul calendario

per questo invento date

ricorrenze tutte mie da celebrare

tralasciando quelle tradizionali.

Sono nata a Giugno io

in questo pianeta ho vissuto decisamente poco

ma già ho capito che nulla di ciò che speri si avvera.

Con che coraggio posso io far nascere un figlio dal mio corpo?

Con quale cuore,mi chiedo?

Arrabbiata con tutti

me lo son sentita dire da ogni persona

arrabbiata con il destino

con le coincidenze che rovinano tutto.

Con le incomprensioni e il tempo

che non ho avuto per poter correre veloce.

Regalami le ali

le ali di gabbiano

per volare oltre l'orizzonte

lontanissima.

Mi staccherò come foglia dal ramo

pian piano cadrò

sulla terra

come carezza morbida sul telo di passi.

Questi giorni dei morti

affollati di storie raccontate di fretta

di parenti e amici

di giovani e vecchi

io li respiro.

Non li rispetto

perchè la morte per prima non ti guarda in faccia.

Li guardo putrefarsi

bramando anch'io un viavai di vermi sul corpo

a intarsiare trame d'incanto

su questo incauto rifugio

di corvi e spettri.

Diamante,al centro dell'organo pulsante,rimani.*



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 19:33 .::. commenti
< lunedì, 29 ottobre 2007 >
Categoria:

Hanno detto che le mie sono parole tristi.

T r i s t i.

Ho riflettuto sul significato di questa parola.

Triste.

Ha odore?

Puoi forse racchiuderla in una boccetta e farmene bere un sorso?

*

Hanno detto che le mie parole sono tristi

Voci confuse distorte

come mai non sorridi?

come mai ti nascondi dietro buffi travestimenti ?

Dicci,perchè.

Echi fortissimi

come un amplificatore nel cranio

ad esaltare le mie paure.

I miei scheletri nell'armadio da sempre.

Allargate bocche di acuti canti.

Schermi che riflettono il mio viso

scarabocchi neri e solissimi

nel loro star quieti al vetro.

Come un  graffito

un epitaffio che dica parole dense d'amore.

Queste mie

folli parole.

M'inginocchio come da bambina

sul legno delle panche

pregando affinchè io non diventi ciò che sono

e che a tutti io nascondo

come fossi immonda bestia.

Lugubre visione nel tedioso giorno estivo.

Congiungo le mani

allineati soldatini pronti per l'esecuzione.

Lo sguardo al cielo alzato

verso colorati riflessi

che su di me risultano come immagini di film in bianco e nero.

Conosco già le battute

e odio

non ridere più quando qualcuno inciampa.

Porto negli anni che si susseguono

come pagine d'un libro,

la mia disperazione.

Continuando comunque a reggere il peso

che s'aggrappa fremente alle arterie

senza lasciarmi tempo di respirare

di dire anche solo

mi dispiace.

Non sorrido spesso perchè non ve n'è motivo.

Sorrido degli imprevisti

delle cose che io credevo impensabili

dei porno fatti male

delle stranezze della natura.

Lascio le mie labbra sotto una teca

intoccate.

Voglio che si alzino come un sipario

solo nei momenti veramente speciali.

Egoista di me

come se mi fossi sdoppiata e tenessi la parte  migliore

sotto vetro.

Se la gente sapesse quanto dolce io sono in realtà scapperebbe

diverrebbe pazza

perchè questa mia tenerezza nasce in un deserto che è arido di carezze

di vera umana bontà

impervia come una margherita nel cemento.
Timida e sfacciatamente bella

di fronte a tutti gli sguardi che su di lei si posano

curiosi e sospettosi.

Impauriti da quell'arma carica

pronta a colpire nel profondo.

La mia dolcezza ha zanne che frantumano ossa

e squarciano la pelle di netto,asportandola.

Ora prova a dirmi se le mie parole sono tristi

prova a capire il perchè d'ogni mio gesto

anche quello che all'apparenza sembra banale

ed io già attendo fallimenti.

Dopo anni,sono davvero stanca di sentir sempre le solite nenie

storie e leggende di una me che esiste

ma è solo una delle tante.

Una maschera dentro la maschera.

Copro il volto per proteggermi

per rispettare ciò che sono diventata dopo cure e infette siringhe.

Blocco la mia voce

e la lascio ripartire.

Play and play and play and play.

M'ascolto

e ciò che sento

è viva morte

che pulsa e geme

come un infante dalla luttuosa veste.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 18:19 .::. commenti (12)
< sabato, 27 ottobre 2007 >
Categoria:
Titolo: ..e tu?

"buonanotte amore"

Due parole sussurrate,durante una festa.

Buonanotte anche a te e al compleanno che non vedrò mai

Buonanotte a te e alle tue dita che si assopiranno senza le mie intrecciate.

Non ho avuto coraggio di dirti che stavo crollando

che l'ansia si stava prendendo di nuovo ogni cosa

in modo totalizzante.

Mille cose da fare,mille e ancora mille.

Paura di non riuscire a far tutto,

di deluderli tutti questi piccoli eroi che rendono questa casa ogni giorno meno vuota.

E' come stare ore sott'acqua

sentire il getto freddo perforarmi i polmoni e salire fin sopra le orbite.

Galleggiare.

Il mio sogno di adesso è di galleggiare

fluttuando quasi

sopra questi problemi

questi impegni che mi son sempre sembrati sciocchi.

Cose che io non avrei voluto mai toccare

come la peste.

C'è chi mi ama

chi mi dice che dovrei darmi da fare

chi mi incoraggia.

Guardo immobile,come sull'altra riva di un fiume troppo profondo.

Stringo i pugni

come ogni volta

come quella volta.

come quando salutai un anziana signora ben vestita e scesi le scale di un palazzo antico

e capii che niente sarebbe stato uguale.

Istanti che segnano l'andamento delle nostre vite

e neanche ce ne rendiamo conto.

Stringo i pugni

e l'unghia fa male nella pelle,lasciandola sanguinare un poco.

Forse,avrei fatto meglio a venire a salutarti

a buttarti un maledetto fiore rosso sul petto

invece che rifiutare quell'ultimissimo attimo.

Su un muro bianco la nostra vita.

Giochi di sospiri e grida le nostre

odore di  dopobarba

e il tuo rumore.

Il rumore del rasoio al mattino

o la porta che si chiudeva alla sera.

Qualcosa di familiare che ora non ho più forza di ricordare.

Andare avanti certe volte non è possibile.

Si rimane semplicemente bloccati

come robot,

inceppati nel movimento ma fermi.

Si guarda fuori come da una finestra

costruendo qualcosa che somigli ad un mondo per noi.

Per noi soltanto.

Ma la verità è che ci sono pietre che hanno il dovere di rimanere

mentre l'acqua scorre

mentre tutto accanto cambia

il masso deve rimanere lì

a insegnarti il valore dei piccoli gesti

Dei baci dati piano quando inizia il freddo

un abbraccio quando sei triste.

Forse è questo che avresti voluto dirmi

di vivere

di lasciar perdere gli affanni

e respirare

anche a costo di disintegrarmi.

Lascio finire i Radiohead e asciugo le guance.

E' terribile quando ti soffermi a pensare

e quell'unico pensiero ti travolge.

Quell'unico pensiero che ogni volta eviti

e che certe sere

sere come queste

ti manca.

* no surprises please*



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 21:48 .::. commenti (7)
< mercoledì, 24 ottobre 2007 >
Categoria:

Quando ho aperto gli occhi pioveva

di una pioggia lenta,ansiosa.

Cadeva sui tetti rossi delle case che vedo dalla finestra.

Minuscoli loculi di vite non mie.

Una tazza lasciata sul balcone,una ragazza dai tratti asiatici che fuma seduta.

Osservo da lontano questi piccoli gesti

frammenti di storie,di emozioni.

Immagino la ragazza dai capelli castani appena dopo la doccia

la pelle liscia dal colore chiaro

un completino intimo da poco,color corallo.

Le sigarette nella tasca dei jeans.

Sorrido di me,di questi flash che passano sul ventre

scivolando tra le gambe portandomi ad un orgasmo di visioni.

Costruisco storie,le intreccio

come pietre colorate al mio polso

coprendo i tagli.

D'altronde son sempre stata più che brava con la fantasia.

Un modo come un altro di costruire ponti con il surreale

che non ha mai saputo stare fermo al suo posto.

Le gambe dritte e il busto eretto.

I piedi allineati e lo sguardo fisso.


Assecondo le mie voglie:

cioccolato,vino,scrittura.

Qualche telefonata gradita,libri da leggere.


Trascorrono così le giornate

in bilico tra un entusiasmo svanito e i soliti pianti.

Statemi addosso

come animali

il fiato caldo sul collo.

Scivolatemi dentro

quasi a sigillare questo patto.

Per il busto uniti

fratelli e sorelle

col filo incisi.

Rimanete immobili

lasciandovi ammirare

come un dipinto lasciato a metà

ma bellissimo nella sua interezza incompiuta.

Completo con la mente ciò che non c'è.

Ciò che l'occhio vieta.

Coprendolo con colori,forme,ritagli di giornale.


Il tuo suardo a destra perduto.
Vorrei sapere cosa guardavi in quel momento

a cosa pensavi tu.

Se eri felice o rattristato.

Farei una foto da appendere in camera.

Una gigantografia del vostro corpo

che mi ricordi di vivere

di lottare,di graffiare tutto questo immobile fluire.


Statemi addosso.

Come fratelli e sorelle.

Stringetemi al petto

fatemi vostra.

La bambola muta che a tutto si presta


I balocchi e le nenie.

Il girotondo e le fiabe.

Sparatemi un colpo

alla nuca

preciso.

Prendete la mira,

cadenzate il passo

Che risulti perfetto il mio cadere

come fantoccio,per terra.

Che sia armonico il mio inginocchiarmi

come una linea curva al tramontar del sole.

Che io sia contorsionista angelica

al cospetto d'un ammutolito dio.

* Ps. grazie per le 10.000 visite.Ogni sguardo un bacio sulle vostre palpebre.*



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 15:08 .::. commenti (11)
< martedì, 23 ottobre 2007 >
Categoria:

Sono esattamente l'1.42 della notte o del mattino,fate voi.

La casa è silenziosa a parte i miei singhiozzi.

E' successo ancora,e con più violenza.

Gli occhi bruciano dopo le ultime puntate di Grey's Anatomy.

Ho appena mandato un sms a Jennifer,

dopo questo ho atteso risposta che è giunta come sempre.

Sorridevo,per poco.

Per tornare alle mie care lacrime.

Ho la testa che mi scoppia dai troppi pensieri

IT'S OVER.

IT'S OVER.

In testa una sola

unica

maledetta

canzone.

ALL WE CAN DO IS KEEP BREATHING.

Sento così vere queste parole adesso.

Forse è tempo di un nuovo inizio.

Nuove scelte.

Un cammino totalmente inatteso per me

che potrebbe portarmi in posti nuovi

e forse,migliori.

In questi istanti chi vorrei accanto è sempre lei

lei soltanto

la mia persona

la mia famiglia

la sorella mai avuta biologicamente.

M'assale la tua mancanza

e vorrei tornare da te

prendere il primo treno e farmi trovare alla stazione

con un mazzo di rose bianche

perche' tu

tu

mi rendi unica

mi rendi ciò che sono ogni giorno

tu

mi fai sentire pura

pura come un giglio,

Ed io stanotte,mentre tu non dormi

e fumi lucky Strike ti dedico il mio cuore

te lo lascio come un bambino farebbe con il pupazzo preferito

e si,anche consunto.

Stanotte tienimi con te,come farebbe qualcuno che davvero mi ama

e tu lo fai come io voglio

e ho sempre voluto.

Mi coccoli,mi proteggi,mi vizi.

Riesci sempre a farmi ridere e allo stesso tempo,piangere.

Non c'è niente che io non farei.

Sei tu ciò di cui ho bisogno per continuare,

se sarai con me tutto andrà benone,io lo so.

Sarai il mio lieto fine

sarai quella dimora sicura a cui tornare ogni volta con le ossa spaccate.

Respiro.

Lascio l'aria circolare nei polmoni accartocciando su una pila,l'ennesimo fazzoletto.

Premo il tasto rosso del telefono.

Per me e per te.

Per tutte quelle persone che non mi conoscono affatto

che di me han visto solo una infinitesimale parte che non min rappresenta.

Non sono di nessuno,io.

A parte che tua.

Rimango la donna senza velo

quella dall'abito bianco che si lava le mani con le promesse

quella che tu vorrai veder felice.

Ed io lo sarò prima o poi,forse.

Io nel bel finale non ci credo

chiamalo Karma,chiamale coincidenze.

Mi affido alla musica

alla scrittura notturna

al fumo immaginario di sigarette che sarebbero sadisticamente perfette

e forse avrei bisogno di bere

e fare sciocchezze

per poter ricominciare.

Sono una nave alla deriva

ma dopo le scorribande

io amo venire da te

a raccontarti il mio mondo

mandarti messaggi d'amore saturi.

io amo.

te.

semplicemente.

come solo io e te possiamo fare.

Perchè siamo speciali.

"you're my sister

you're my family

you're all i've got"



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 01:03 .::. commenti (6)
< mercoledì, 17 ottobre 2007 >
Categoria:
Titolo: Whishlist.


E s'apre il mio petto

in due come volesse cedere a lusinghiere carezze.

S'apre senza volerlo e la chiave che lo teneva protetto rotola via

con un movimento delicato,quasi da ballerina.

La mia bocca dilatata che lascia intravedere la lingua

e i denti,

piccoli monti bianchi in un pozzo rosato.

Così lasciami

così tienimi.

L'alba trafigge questi silenzi e trova i miei occhi affogati di lacrime

soli dentro una rete di cristallo

che permettono a chiunque di violarli ancora e ancora,

In una vetrina natalizia eccoli lì

guardano i passanti

i bambini con l'orsacchiotto stretto al petto

i capelli profumati di caramella e biscotti appena fatti

quasi ti verrebbe di stringerli sotto il palato

e sapere che sapore ha

la sensazione di spensieratezza.

Quale prezzo potrei dare a queste palline color nocciola?

Quale il prezzo per garantirgli rispetto e intima fedeltà?

Su uno schermo ho visto me stessa

una figura minuscola che mi somigliava.

Aveva il volto con autostrade di trucco sbavato

sulla spiaggia bianca del viso.

Una diva anni 40 che non sorrideva allo sguardo muto dell'altro

stava semplicemente ferma

come una statua egizia nel suo tempio costruito in anni e anni di resistenza.

Se solo tu potessi vedermi

avresti paura del mio passato

che grava ogni giorno su di me come una cndanna

come un foglio sulla schiena che spiega i motivi della mia frequente caduta.

Aprirai le palpebre,un giorno

e mi vedrai in un modo in cui io non sono mai stata

con una famiglia intera che non ho avuto

con una madre che mi stringe

una sorella che mi ascolta quando ho dei problemi.

un padre che mi rimprovera quando faccio tardi la sera.

Ho avuto libertà 

treni da prendere

concerti da vedere

liti e poi comprensione

Ho avuto questo ed è stato come lasciarmi sola.

Sola alle mie voglie

sola al mio sentire.

Ha senso,ora,rimpiangere qualcosa che non ha avuto la forza di nascere?

Un bocciolo rimasto fermo in un tempo lontano

impolverato e sigillato da me in una scatola con su scritto"infanzia".

Saro' lì per tutte le volte che ti mancherò

ma tu non mi dirai

troppo legata al" non detto" ,come me del resto.

Quel senso di protezione che ora sento stringermi

quel bacio della buonanotte mai avuto e ora tanto voluto

tornando ad essere solo una bambina dai capelli castani

completamente diversa da questa quasi donna dalla chioma nera e lucida.

Cancellerei gli errori se potessi

ogni piu' piccola ansia

solo per saperti felice in qualche modo.

Solo per dirti che alla fine

non mi dimentico chi sei.

In ogni giorno che affronto

e he vedo finire

in ogni persona che incontro

pralo di me

parlo di te

come uno specchio che spesso preferisco non guardare.

Ho la tua forza dentro

quell'essere leonessa

fuori dalle righe.

Il non cedere davanti ai primi ostacoli

e il senso di sopportazione del dolore.

Ma tu

chi sei?

 

Parole dure le tue

come pietre affilate

che sai perfettamente ,mi faranno male.

Conosci i miei pianti così bene

che potresti dipingerli su tela se avessi i colori giusti.

Mi chiedo chi sei.

Lontana da te

in un paradiso che tu hai messo nelle mie mani

come un dono al quale non ero pronta.

Un dono bellissimo che ora prende vita e forma.

Sono tua figlia

quella figlia che magari avresti voluto tranquilla senza sindromi

quella che col cervello che si ritrova potrebbe fare qualsiasi cosa

ma,puntualmente non fa niente

per inerzia o per legge di conservazione del potenziale.

Non chiedo denaro o costosi divertimenti

solo quiete

solo una mano sulla testa qualche volta

anche un bacio sulla guancia saprebbe bastarmi.

Così poco basterebbe per calmarmi

per zittire le voci

e far tornare finalmente un aria tranquilla dove poter ricominciare.

Spero solo tu capisca un giorno

prima o poi

tutto ciò che sento

tutto ciò che non ti so dire

per milioni di motivi che forse tu sola conosci

perche' tu sola mi hai vista

tu sola

mi hai fatto male come mai nessuno.

Ed ora occhi miei,chiudetevi

occhi miei

vi prego

chiudetevi e lasciate le lacrime cadere

mentre fuori il mondo raggela.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 07:57 .::. commenti (9)
< domenica, 14 ottobre 2007 >
Categoria:

La testa gira

come se fossi su una giostra che mi sbalza ai lati di questa stanza dalle pareti bianche.

Bianchissime,come un coniglio da laboratorio

gli occhi rossi che sbirciano dalle sbarre.

Ricordi della notte appena trascorsa

poco sonno e agitato da visioni di me

una me tra cocktail e danze sinuose.

Io ancora una volta regina dell'osceno mischiarsi

come un ingrediente sempre giusto

mai scorretto

a questo amaro pasto.

Gli occhi bruciano e lo stomaco vorrebbe solo disintegrarsi

chiedendomi perdono

chiedendomi perchè io sia a volte così sciocca

così paradossalmente vicina all'altissimo

da perdermi prima di giungerci davvero.

Come una strada in salita

dove poi qualcuno o qualcosa

ti rimanda dove sei nato,

nel buio

rantolando sul pavimento,

Simile ad un animale affamato che cerca riparo dal cacciatore.

Il cuore rallenta e poi riparte

frenetico

mentre ingoio alcool e poi musica.

Osservando intorno a me.

volti dai trucchi esagerati

bocche rosse e occhi persi

abiti succinti e affascinanti venditori di artificiosi paradisi

Quanto profondo è il mio inferno?

Danzo muovendomi tra schiumoso rosso

come sangue che sul collo scende

creando contrasti a dir poco fantastici con questa pelle da cadavere.

Dead can Dance.

Dead should die.

Mi manco profondamente pero'.

Mi manco quando barcollando cerco appigli che non trovo

e quella sensazione di delusione ritorna prepotente

a farsi strada nella mia testa non poco devastata da contrasti interni.

Mi manco esattamente come alla nascita

quando esisti ma solo per l'essere che è tua madre.

Tu non sai che sei venuto al mondo

che gia' respiri e che tutti lì vogliono qualcosa da te.

Sorrisi o smorfie.

Una parola anche biascicata alla meglio.

Tu sei lì

indifeso e piangente

e loro continuano a bearsi della tua presenza.

Sei il dono,l'aspettativa ripagata.

Ma nessuno si chiede mai se tu in quell'istante sei felice o,

al contrario

furioso con quel ventre che ti ha risputato fuori

tra sangue e lamenti di un corpo che non senti piu'.

D'altronde è così che vanno le cose.

Si viene rifiutati da subito

e cerchi di emergere

di tirare la tessta fuori dal liquame e farti spazio

anche a costo di risultare egoista.

Giro ancora la moneta.

Testa vivi,croce sei morto

In fondo ho sempre sperato che la moneta rimanesse in bilico

in uno stato di

non vita

e

al contempo

non morte

per poter osservare con assoluto distacco

l'istante presente per poterlo vedere davvero

e poi frantumarlo e restituirlo al catalogo

di brutte esperienze.




"Questo è il mio pesciolino n° 640 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente dl Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà"
( C. Palahniuk)



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 12:16 .::. commenti (8)
< mercoledì, 10 ottobre 2007 >
Categoria:

Sono tornata da giorni che sembravano fatti di sabbia

leggeri scivolavano sulle mie dita come fatti di materia eterea.

Come fantasma dagli occhi rubino mi son mossa con destrezza

tra imprevisti e nuovi volti

nuove voci,

Abbracci che vengono insieme ad un bicchiere di vino e tante chiacchere.

Non ho saputo rifiutare

dire no,vattene

e ho offerto il mio petto,le mie guance ad una nuova presenza.

A lei che mi raccontava della sua vita seduta per terra.

Sembrava tutto così bello,fatto di un sogno che non ho osato toccare

forse per paura di imbattarlo con le mie ansie.

Un perenne via vai di ombre e poi di nuovo le luci

che arrivano e devastano

arrivano e divorano

con velocita' e precisione

colpendomi al cuore

ripetutamente

senza mai farmi respirare.

La gola brucia e  lividi bluastri se osservati

sono una mappa perfetta di me

dei miei istinti di preda cacciatrice di carne.

Questo io cerco

Questo io bramo.

L'altrui carne.

Lo sbranare inumano di corpi e farli miei

nel sangue sentirli pulsare

come milioni di cuori che battono all'unisono.

Rimangono ricordi e qualche rimpianto

i dubbi su un futuro che non sara' mai

perche' stroncato,abbattuto come un albero millenario

sotto la forza di una sega elettrica.

In quel ronzare frenetico ascolto il grido

dell'amore perduto in letti fatti di speranze ancora vergini.

E così io mi presento al nuovo giorno.

Ammaccata ma non totalmente distrutta

mano nella mano al mio gemello dolore

che mai m'abbandona

ma anzi mi tiene la fronte quando precipito.

Mani che ora tremano

come composte di note

note stanche e vigorose che suonano un requiem.

Guardarmi mentre cado

questo vorrei

e perdermi senza piu' trovare un senso.

Ora che in abissi di cristallo mi specchio

e stento quasi a riconoscermi

qualcuno dagli occhi profondi

dall'altro lato pretende risposte

rispetto,comprensione.

 

Le mie labbra un tempo erano morbidi cuscini dove appoggiare la lingua

ed ora giardini aridi,vogliosi d'acqua

di carezze sulle foglie ingiallite.

In questo autunno che danza per le strade

in questo cielo grigio gravido di pioggia

in queste strade di intensa umanita' io tremo.

Tremo di nascosto

come a nascondere il mio tesoro da sguardi indiscreti.

Continuando a camminare

e c'e' una tale bellezza in questa cruda realta'

che rimango senza fiato.

Una colomba ferita

le ali spezzate e il cielo negli occhi neri simili a bottoni di catrame

per terra giace

e quasi la vedo riprendere il volo

con fatica,sbarazzandosi in un sol colpo di ogni pensiero triste.

Come lei io torno tra le fiamme

nella terra a volte bollente a volte vuota

nell'aere tra stormi di uccelli migratori

nell'acqua e nella bocca degli squali.

Storpia bellezza

mutilata bellezza

cieca bellezza

sfregiata bellezza

che nel petto esplodi

e lasci la tua scia nella mente

scivolando sulle mani

lenta come il piacere dalle mani di un sapiente amante.

Ingorda e golosa di ogni cosa

di qualsiasi corpo umano

ne assaporo i contorni

beandomi di questa benda che m'e' stata tolta

fino alla prossima onda.

Fino al capovolgimento ennesimo di ogni cosa

fino a rimanere solamente materia di fronte

alla potenza del vero.



urlato alla luna da SilentHell .::. alle 21:05 .::. commenti (10)


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